Simula furti e aggressioni armate per riconquistare la compagna, ma il piano fallisce: assolto 26enne

Aveva escogitato una storia degna di un film per cercare di riconquistare la compagna, ma era tutto inventato. Un 26enne di Minervino, nel Leccese, avrebbe simulato prima un furto in casa e poi un’aggressione da parte di alcuni rapinatori armati, con l’obiettivo di apparire coraggioso agli occhi della fidanzata e convincerla a non interrompere la relazione.

Il primo episodio risale al 28 novembre 2022, quando il giovane denunciò un’irruzione nell’abitazione condivisa con la compagna, raccontando anche di aver visto un uomo fuggire sui tetti. Secondo le successive indagini, però, sarebbe stato lui stesso a mettere a soqquadro la casa e a sottrarre circa 2.000 euro.

Un anno dopo, il 5 dicembre 2023, avrebbe poi raccontato di aver sventato un assalto: secondo la sua versione, alcuni ladri lo avrebbero immobilizzato e minacciato con un fucile a canne mozze, prima di essere messi in fuga dal giovane.

Anche questa ricostruzione si sarebbe rivelata falsa. Il 26enne ha successivamente ammesso di aver inventato entrambi gli episodi per convincere la compagna a tornare sui suoi passi: “L’ho difesa da un’aggressione così non mi avrebbe più lasciato”, avrebbe spiegato ai carabinieri. Il giovane era finito sotto processo per furto aggravato e simulazione di reato, ma il Tribunale lo ha assolto, ritenendo i fatti di lieve entità.

La vicenda si è conclusa anche con il ritorno della coppia alla convivenza. I 2.000 euro sono stati inoltre restituiti, chiudendo così anche l’ultimo capitolo della singolare storia.