Santeramo, protesta degli operai Natuzzi. Corona funebre davanti alla sede: “Qui giace il Made in Italy”

Una corona di fiori con la scritta “Qui giace il Made in Italy” è stata deposta dagli operai Natuzzi davanti alla sede centrale dell’azienda, a Santeramo in Colle, nel giorno in cui sono scattate le chiusure annunciate dal gruppo.

Il piano prevede la cessazione definitiva dello stabilimento Jesce 2 di Santeramo e la sospensione temporanea degli impianti Graviscella e Ps di Altamura, con il trasferimento di quasi 700 lavoratori in altre sedi, in gran parte destinati alla cassa integrazione.

I sindacati hanno contestato duramente la decisione. Il segretario generale della Fillea Cgil Puglia, Ignazio Savino, ha definito il piano industriale un grave colpo al territorio, accusando l’azienda di ridurre la produzione italiana e chiedendo alle istituzioni di intervenire per ottenere il ritiro del progetto e la riapertura del confronto.

Savino ha inoltre ricordato il peso del comparto, che coinvolge circa 9mila lavoratori nell’area murgiana, e ha chiesto l’ingresso di Invitalia nella gestione della crisi, sottolineando i consistenti aiuti pubblici ricevuti da Natuzzi negli ultimi 23 anni.

La protesta arriva dopo il fallimento del tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dell’ultimo incontro tra azienda e sindacati nella sede di Confindustria Bari, conclusosi senza alcun accordo.

Vertenza Natuzzi, trattativa saltata: lo stabilimento di Santeramo chiude dal 3 luglio. Sospesa l’attività in altri due

All’indomani del mancato accordo al Mimit, Natuzzi ha confermato la chiusura dello stabilimento di Santeramo Iesce (Iesce 2) e la sospensione delle attività nei siti di Altamura Graviscella e Ps. I provvedimenti entreranno in vigore dal 3 luglio e comporteranno il trasferimento dei lavoratori interessati.

La riorganizzazione coinvolge complessivamente 668 dipendenti: i 251 lavoratori di Iesce 2 saranno trasferiti quasi interamente nello stabilimento di Laterza, mentre i 417 addetti di Graviscella e Ps saranno destinati ai siti di Matera e Laterza, dove attualmente è in corso la cassa integrazione con una media del 70%.

Nella comunicazione inviata a sindacati, ministeri e alle Regioni Puglia e Basilicata, l’azienda si è detta disponibile a un confronto per illustrare le motivazioni economiche, tecniche e organizzative delle decisioni adottate e valutare possibili misure per ridurre l’impatto sociale. L’incontro è stato proposto per martedì 30 giugno alle ore 11 nella sede di Confindustria Bari.

Vertenza Natuzzi, salta l’accordo al Ministero: stabilimenti chiusi e trasferimento delle produzioni in Romania

Si è concluso senza alcun accordo il tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulla vertenza Natuzzi. È fallito il tentativo del Governo di raggiungere un’intesa tra azienda, istituzioni e organizzazioni sindacali, con la società che ha confermato la propria posizione sulla chiusura di tre stabilimenti e sul trasferimento di parte delle produzioni in Romania.

A renderlo noto è la Fillea Cgil Puglia, che definisce l’esito dell’incontro “grave”, denunciando la mancanza di disponibilità dell’azienda a valutare soluzioni alternative per salvaguardare l’occupazione e il futuro del gruppo.

“Restano inaccettabili tutte le ipotesi che prevedono chiusure di stabilimenti, riduzione dei livelli produttivi e delocalizzazioni”, ha dichiarato il segretario generale della Fillea Cgil Puglia, Ignazio Savino, ribadendo la necessità di un piano industriale con investimenti, garanzie occupazionali e prospettive per tutti gli stabilimenti.

Il sindacato annuncia infine la ripresa delle mobilitazioni, sottolineando che la vertenza riguarda non solo centinaia di lavoratori, ma anche il futuro dell’intero distretto produttivo del mobile imbottito.

Natuzzi, avvio della procedura di composizione negoziata della crisi: restano aperti solo due stabilimenti

Natuzzi ha annunciato l’avvio per 12 mesi della procedura di composizione negoziata della crisi e la prosecuzione dell’attività produttiva in due soli stabilimenti, “con la sospensione delle attività presso Iesce 2 e il fermo temporaneo di Graviscella e PS Santeramo a partire dal secondo semestre del 2026”.

L’annuncio è stato fatto ieri nel corso dell’incontro presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, convocato da Adolfo Urso. “Il piano di ristrutturazione tenderà al risanamento della posizione finanziaria e al ripristino di un equilibrio economico-operativo sostenibile”, spiega l’azienda in una nota.

“Nessun accordo sarà possibile senza un cambio di rotta su chiusure e delocalizzazioni”. Questa è la posizione espressa dalla Fillea Cgil Puglia. “La discussione non ci ha soddisfatti e, finché restano sul piatto chiusure di stabilimenti e delocalizzazioni, nessun protocollo potrà essere condiviso”, le parole del segretario generale Ignazio Savino, sottolineando come il confronto con l’azienda sia ancora distante da una soluzione condivisa.

Secondo il sindacato, al tavolo non sarebbe stato presentato un vero e proprio piano industriale, ma un impianto centrato soprattutto sulle misure di risanamento economico-finanziario. Una impostazione giudicata insufficiente, perché non chiarirebbe le prospettive produttive e occupazionali del gruppo.

“Senza investimenti e strategia si scarica il prezzo sui lavoratori” ha aggiunto poi Savino, evidenziando il rischio per la tenuta occupazionale e per l’intero distretto del mobile imbottito. La Fillea Cgil rilancia quindi la proposta di una ricapitalizzazione del gruppo, indicando come possibile soluzione l’ingresso di Invitalia nel capitale societario, ritenuto uno strumento utile a garantire stabilità, investimenti e prospettive industriali.

Il sindacato sottolinea inoltre la partecipazione dei lavoratori, con il presidio davanti al Mimit e l’adesione totale allo sciopero, definendola un segnale forte della preoccupazione diffusa negli stabilimenti. Il confronto proseguirà nei prossimi giorni, con il prossimo appuntamento fissato per il 24 giugno, quando le parti saranno chiamate a chiarire la reale direzione del piano di rilancio del gruppo.

Natuzzi annuncia la chiusura di tre stabilimenti: produzione trasferita in Romania. Scoppia la protesta dei sindacati

La crisi di Natuzzi si aggrava con l’annuncio della chiusura di tre stabilimenti e della delocalizzazione di ulteriori volumi produttivi in Romania. La comunicazione è arrivata durante l’incontro preparatorio al tavolo previsto l’11 giugno al Mimit, scatenando la dura reazione dei sindacati, pronti alla mobilitazione.

A rischio ci sarebbero il plesso centrale di Santeramo in Colle, Jesce 2 e Graviscella, decisioni che secondo le sigle sindacali sarebbero già state definite e considerate non modificabili dall’azienda. La scelta, accusano i rappresentanti dei lavoratori, rappresenta una rottura rispetto agli impegni assunti in sede ministeriale.

Duro anche l’intervento del consigliere regionale pugliese Ubaldo Pagano, presidente della commissione Bilancio, che parla di atteggiamento inaccettabile da parte dell’azienda e chiede un intervento immediato del Governo. Al centro del confronto dell’11 giugno ci saranno il futuro degli stabilimenti del Sud, i livelli occupazionali e la tenuta del perimetro industriale.

Post social contro Elly Schlein, Natuzzi Jr si scusa dopo le polemiche: “Sono dispiaciuto rispetto per tutti”

“Sono dispiaciuto per quanto accaduto nelle ultime ore, ho pubblicato un pensiero personale senza considerare la possibilità di creare un equivoco sovrapponendo la mia sfera privata alle responsabilità insite nel nome che sono onorato di portare”.

Così Pasquale Natuzzi Junior si scusa pubblicamente dopo le polemiche scoppiate per il post social pubblicato contro la segretaria del Pd Elly Schlein, in seguito alla sua visita nello stabilimento di Santeramo. Post che è stato poi rimosso.

“Desidero ribadire il rispetto che nutro per i lavoratori della nostra azienda, così come per le istituzioni e per tutti gli attori politici, a prescindere dalle diverse posizioni – ha aggiunto -. Il difficile momento richiede serietà, attenzione e senso di responsabilità da parte di tutti, a partire da me. Continuerò a impegnarmi affinché il dialogo resti sempre rispettoso verso le istituzioni e mi scuso se il mio post di questa mattina possa aver ingenerato dubbi in tal senso”.

“Elly, per favore siediti su una scatola di ricci di mare”, Natuzzi jr attacca la Schlein: la condanna del PD

Il Partito Democratico pugliese esprime solidarietà alla segretaria Elly Schlein dopo un post, poi rimosso, pubblicato da Pasquale Natuzzi Jr., figlio del presidente dell’azienda di divani Natuzzi, da tempo al centro di una delicata vertenza occupazionale.

La leader dem ha incontrato lo scorso 30 aprile i lavoratori in presidio davanti allo stabilimento di Santeramo in Colle, invitando l’azienda a rivedere i piani contestati dagli operai. Nella mattinata di sabato 2 maggio, Natuzzi Jr. avrebbe pubblicato una foto accompagnata da un messaggio in inglese indirizzato alla segretaria del partito: “Elly, per favore siediti su una scatola di ricci di mare”.

Dura la reazione del segretario regionale del PD, Domenico De Santis, che definisce il contenuto “indegno e offensivo” anche verso i lavoratori coinvolti nella crisi, chiedendo alla proprietà una netta presa di distanza. Il partito sottolinea la rilevanza della vertenza, che riguarda un’azienda quotata al New York Stock Exchange e il futuro di oltre mille lavoratori, oltre all’intero comparto produttivo locale.

Critiche anche da Ubaldo Pagano, consigliere regionale ed ex deputato PD, che ha annunciato una richiesta formale di chiarimenti alla famiglia Natuzzi per definire la posizione dell’azienda al tavolo delle trattative. La vicenda resta aperta, mentre prosegue il confronto sul destino occupazionale del territorio.

Elly Schlein oggi a Santeramo: visita allo stabilimento della Natuzzi e focus sulla vertenza occupazionale

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, farà tappa oggi, giovedì 30 aprile, a Santeramo in Colle dove visiterà lo stabilimento centrale della Natuzzi. L’appuntamento, fissato alle ore 17, rientra nel ciclo di incontri della leader dem con lavoratori e realtà produttive del Paese.

La visita all’azienda, tra le più rilevanti nel settore del mobile imbottito a livello internazionale, sarà occasione per un confronto sulle condizioni del comparto e sulle prospettive occupazionali e industriali, particolarmente significative per l’economia regionale.

Nel frattempo cresce l’attenzione sulla vertenza Natuzzi. A Teatro Saltimbanco è infatti in programma un consiglio comunale congiunto che coinvolgerà, oltre a Santeramo, anche Altamura, Matera e altri comuni dell’area della Murgia. Obiettivo dell’incontro è sollecitare impegni concreti per la tutela dei livelli occupazionali e per il futuro produttivo del gruppo, al centro di una fase delicata per l’intero settore.

Vertenza Natuzzi, Decaro: “Bisogna riportare la produzione qui. Ipotesi cassa integrazione all’80%”

“Dobbiamo tutelare il posto di lavoro a 1800 persone. In queste ore si sta decidendo la possibilità di portare la cassa integrazione all’80% per evitare i licenziamenti e contemporaneamente, nelle riunioni dei prossimi giorni nei tavoli tecnici, l’impegno di tutti, anche delle istituzioni, deve essere quello di far stare allo stesso tavolo l’azienda e il sindacato per cominciare a ragionare delle soluzioni in prospettiva, per risolvere definitivamente questo tema della vertenza di Natuzzi, attraverso una prospettiva lunga che è quella secondo noi del reshoring, cioè di tornare a fare la produzione qui, tutelando i posti di lavoro”.

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, parlando della vertenza Natuzzi, aprendo a Bari la prima riunione del tavolo interregionale con la Regione Basilicata e i sindacati sul distretto del mobile imbottito.

“È chiaro che sarà un percorso lungo – ha detto Decaro – sul quale dobbiamo trovare un accordo tra sindacati e azienda a cominciare proprio dai prossimi giorni dai tavoli tecnici che si terranno al Ministero”.

“Puglia e Basilicata – ha spiegato il governatore – stanno insieme oggi per parlare del distretto del salotto, per fare rete, perché se facciamo rete c’è la possibilità di avere uno sgravio fiscale, se facciamo rete possiamo fare gli acquisti insieme, quindi abbattere i costi, possiamo fare insieme la logistica”.

Natuzzi, rischio chiusura stabilimenti e licenziamenti. Continua la protesta: lavoratori bloccano la provinciale 41

Continua la mobilitazione di lavoratori e lavoratrici contro il piano industriale presentato dall’azienda che prevede chiusure di stabilimenti e licenziamenti.

“Oggi, in un’altra giornata con il 100% di adesione agli scioperi proclamati dalle sigle sindacati, gli operai hanno manifestato in corteo bloccando la strada provinciale 41, tra Puglia e Basilicata, che unisce Jesce 2, sito Natuzzi a rischio chiusura, e Jesce 1, con la partecipazione di lavoratori di entrambi gli stabilimenti”.

Lo comunicano i sindacati. “Finché il piano non verrà ritirato e non si riprenderà una trattativa seria che salvaguardi occupazione e produzione la mobilitazione continuerà”, dichiara Davide Lavermicocca, segretario generale Fillea Cgil Bari-Bat.