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Una protesi biorigenerativa per la dialisi, innovazione al Policlinico di Bari: salvata paziente di 57 anni

18 Agosto 2026
– Autore: Raffaele Caruso
18 Agosto 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Una protesi vascolare sintetica biorigenerativa al posto del catetere venoso centrale. È la soluzione adottata dal Policlinico di Bari per garantire l’accesso alla dialisi ai pazienti che non possono essere sottoposti alla realizzazione di una fistola arterovenosa con vasi nativi.

La tecnologia ha già dato risultati concreti. Una paziente di 57 anni in emodialisi utilizza da circa due anni e mezzo una fistola arterovenosa protesica realizzata con un impianto di nuova generazione, progressivamente riassorbito e sostituito dai tessuti della paziente. Una soluzione che le ha permesso di mantenere una buona qualità di vita e svolgere con maggiore libertà anche attività quotidiane come fare il bagno, senza le limitazioni imposte da un catetere venoso centrale.

Secondo Cosma Cortese, nefrologo interventista del Policlinico, la protesi consente la formazione di un nuovo condotto vascolare con caratteristiche favorevoli anche sul fronte dei rischi infettivi e trombotici.

Per Loreto Gesualdo, direttore della Nefrologia, la fistola arterovenosa con vasi nativi resta la prima scelta, mentre la protesi dovrebbe rappresentare l’alternativa nei casi in cui non sia possibile realizzarla, prima di ricorrere al catetere venoso centrale. Quest’ultimo è oggi utilizzato da oltre il 30% dei pazienti in emodialisi.

Il Policlinico di Bari ha partecipato a uno studio multicentrico sulla nuova tecnologia e sta già utilizzando protesi di seconda generazione. L’obiettivo, sottolinea Gesualdo, è investire sempre più in formazione, innovazione e ricerca per migliorare concretamente la qualità di vita dei pazienti sottoposti a dialisi.