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Morto nel nubifragio, l’ultimo saluto di Ostuni a Oronzo Epifani. La moglie: “Fino all’ultimo ha pensato a chi amava”

5 Ottobre 2025
– Autore: Raffaele Caruso
5 Ottobre 2025
– Autore: Raffaele Caruso

“Quando mi ha detto ‘fermati, mettiti in salvo, l’acqua mi sta trascinando via’, ho sentito il terrore più profondo. Ero alla guida della mia auto, poche decine di metri più dietro rispetto a lui, provavo a capire cosa stesse succedendo. Ma l’acqua, il fango, il caos, tutto è stato troppo veloce. Non so se riuscirò mai a superare questo dolore”.

Sono le parole di Marisa Menga, la moglie del 63enne Oronzo Epifani, vittima del violento nubifragio che ha colpito giovedì sera il territorio di Ostuni. Il corpo dell’uomo è stato trovato ieri dodici ore dopo che la sua auto era stata travolta da un’ondata di fango e detriti mentre si trovava nei pressi della complanare tra Gorgognolo e Costa Merlata. L’uomo è finito in un canale di deflusso delle acque ed è stato trascinato per diverse centinaia di metri.

“Avevamo tanti progetti insieme: una vita – ricorda la vedova – fatta di speranze, di cammini da fare mano nella mano, di traguardi da condividere”. “Nelle ultime ore guardo il vuoto che ha lasciato: nello spazio di un attimo, un amore, un compagno, un pilastro. E il dolore più grande – sottolinea – è pensare che non ci sia stato modo di salvarlo, nonostante tutto”.

“Adesso l’obiettivo principale sono i nostri tre figli Gabriele, Emanuele ed Andrea che devono proseguire il loro percorso di vita. Chiedo – sottolinea la donna – che tutto ciò non venga dimenticato: la furia della natura, la fragilità delle nostre vite, il valore degli affetti. Voglio che resti memoria di un uomo che fino all’ultimo ha pensato a chi amava, e che meriti dignità nel ricordo di chi lo ha voluto bene”. “Avevamo già prenotato un viaggio a Vienna per novembre, poi – conclude – dovevamo sistemare la nostra abitazione al mare. Tutto finito”.

Ad Ostuni ieri si sono celebrati i funerali dell’uomo ed è stato proclamato il lutto cittadino. “Non ci sono parole per raccontare o alleviare quello che è successo. O per comprenderlo. Abbiamo sempre amato vedere insieme i film dei supereroi. Ed alla fine papà ci ha dimostrato che il supereroe lo avevamo in casa”. Così al termine dei funerali il figlio Emanuele ha voluto ricordare il padre.

“Papà – ha sottolineato l’altro figlio Gabriele – era una persona semplice e ci ha lasciato proprio questo: la semplicità di fare ciò che serviva, di dimostrare affetto e di fare del bene. Ha sempre vissuto in maniera semplice. Faceva ciò che c’era da fare, con le parole quando erano necessarie e con il silenzio quando non lo erano”. “Nel momento tragico l’ultimo pensiero è stato per mamma: le ha detto ‘fermati’. Lei – ha concluso – è sempre stata il suo primo pensiero”.