Nel mondo digitale si sa, le parole viaggiano veloci. A volte informano, uniscono e creano dialogo. Altre, però, diventano veri e propri strumenti in grado di ledere l’altro. Hate speech e cyberbullismo sono oggi tra i fenomeni più preoccupanti della comunicazione online, con conseguenze concrete sulla vita delle persone, in particolare dei giovani. Qualche giorno fa, dopo la partita tra Bari e Avellino, si è assistito ad un esempio lampante di hate speech.
Difatti, la moglie del giocatore del Bari Gaetano Castrovilli ha ricevuto un messaggio a dir poco riprovevole: “Che il cancro vi divori tutti! Che i vostri figli e tutto ciò che avete muoiano”. Le parole scritte tramite chat da un utente sconosciuto, sicuramente un account falso, hanno trovato l’indignazione generale. L’accaduto però non si presenta come evento isolato, anzi. È sempre più frequente la lettura di commenti offensivi e violenti al di sotto di foto, video o contenuti appartenenti a personaggi esposti a livello mediatico. Non si tratta di semplici opinioni o critiche: il discorso d’odio colpisce l’identità delle persone, negandone dignità e diritti. In linea generale gli effetti collaterali di queste azioni sono ansia, isolamento, calo dell’autostima, difficoltà relazionali. Nei casi più gravi, il disagio psicologico può diventare serio e duraturo.
Nonostante negli ultimi anni, molte piattaforme digitali abbiano introdotto regole sempre più severe contro i contenuti d’odio c’è sempre qualche ignobile che la fa franca..o pensa. La famiglia Castrovilli, nel caso specifico, ha denunciato alla polizia postale l’accaduto con la speranza che il colpevole possa avere una consona punizione. A supporto del momento che il giocatore del Bari sta vivendo c’è stato Francesco Vicari. Il capitano del Bari ha espresso il proprio punto di vista a riguardo della situazione e noi di Quinto Potere non abbiam potuto far altro che accodarci dando voce davanti ad una telecamera sia alla nostra solidarietà che allo sdegno.

