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Trani, truffa sui permessi 104 per non lavorare. Indagati tre poliziotti: uno viene interdetto per sei mesi

2 Gennaio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
2 Gennaio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Con le accuse di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, Il Tribunale di Trani ha adottato nei confronti di un poliziotto in servizio nella Questura di Barletta Andria Trani una ordinanza cautelare di interdizione per sei mesi.

Per gli stessi reati sono stati denunciati a piede libero altri due poliziotti. L’indagine della squadra mobile, coordinata dalla Procura di Trani, è partita da una segnalazione effettuata dall’ufficio sanitario provinciale della Questura sull’utilizzo delle assenze dal servizio per malattia e per assistenza delle persone diversamente abili.

Attraverso servizi di sorveglianza fisica, installazione di video camere e dispositivi di tracciamento satellitari, gli investigatori hanno accertato che i tre indagati avrebbero “sfruttato illegittimamente”, si legge in una nota della Questura Bat, i benefici previsti dalla legge 104/92 e dell’articolo 42 del d.lgs. 151/2001 per l’assistenza dei propri familiari portatori di handicap. Avrebbero, cioè, chiesto “sistematicamente dei permessi retribuiti” per assistere il familiare con disabilità, ma in realtà avrebbero svolto attività di carattere personale.

Inoltre, a due dei tre indagati è stata contestata l’assenza dei requisiti previsti per l’ottenimento dei permessi di congedo straordinario. I pedinamenti e l’analisi delle celle telefoniche hanno documentato, infatti, come gli indagati “vivessero, contrariamente a quanto dichiarato, – spiega la Questura – in abitazioni diverse rispetto al proprio assistito, venendo quindi meno il requisito della coabitazione richiesto dalla legge”.

Gli investigatori della Squadra mobile hanno monitorato i tre colleghi per quattro mesi, da giugno a settembre 2024 e hanno documentato 50 giornate di assenze ritenute illegittime, per una truffa stimata in circa 5.300 euro complessivi. Per tutti e tre la Procura di Trani aveva chiesto gli arresti domiciliari.

Per un vice ispettore 52enne in servizio in Questura è stata disposta l’interdizione; per gli altri due, un ispettore 60enne e una assistente capo 58enne, la gip del Tribunale di Trani Marina Chiddo non ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari perché il primo è in pensione da novembre scorso e la seconda è in aspettativa per malattia da più di un anno ed è prossima alla pensione.

I pedinamenti, l’analisi dei tabulati telefonici e delle immagini registrate dalle videocamere, hanno consentito di monitorare gli spostamenti dei tre nelle giornate di permesso retribuito. In tutti i casi non avrebbero prestato assistenza agli anziani genitori, come invece dichiarato. Uno dei tre indagati, l’ispettore 60enne in pensione, avrebbe usufruito di 28 giornate, sette delle quali trascorse in vacanza con la famiglia a Barcellona. Al poliziotto interdetto, difeso dall’avvocato Antonio Maria La Scala, sono contestate sei giornate di assenza indebita. Altre sedici giornate di permessi retribuiti illegittimi sono contestate alla assistente capo indagata.