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Bari, chiamami ancora amore: cosa rimane tra disfatte e speranze?

12 Gennaio 2026
– Autore: Claudia Santoro
12 Gennaio 2026
– Autore: Claudia Santoro

Oh, mio caro Bari dove sei finito? Di ritorno dalla trasferta di Carrara tante sono le considerazioni che si potrebbero trarre sulla base degli aneddoti avvenuti. Ancor più sono le supposizioni nate dai rumors che impazzano sul web. Tra fantomatici esoneri, riunioni top secret, guerriglie interne e vecchie conoscenze per caso ritrovate allo Stadio Dei Marmi il tifoso biancorosso vive nell’oblio.

Tutto sembrerebbe essere iniziato l’11 giugno 2023 con la disfatta del Bari nella finale playoff contro il Cagliari, ma la realtà è diversa. Quella circostanza non era un punto di inizio bensì di arrivo. È stata la presa di coscienza di una condanna posta sul capo: oltre quella serie non si può approdare. O meglio, non si può arrivare sino a quando ci sarà il grande vincolo della multiproprietà.

Da quel momento in poi, una società da sempre ambita ha iniziato a subire una brusca inversione di rotta. Dapprima la diciottesima posizione rimediata nella stagione sportiva 2023-2024 con una salvezza ottenuta in extremis e quattro cambi nell’area tecnica (Mignani, Marino, Iachini e Giampaolo) successivamente il mancato approdo ai playoff con mister Moreno Longo.

Dobbiamo salvarci” era quello che ripeteva il tecnico nello shock di una piazza non avvezza a questa tipologia di dichiarazioni e che evidentemente non aveva ben fatto i conti con quelle che erano, e sono, le reali problematiche: trattare una realtà importante come una succursale privandola di valore. Con il senno di poi si potrebbe supporre che Moreno Longo sia stato solo lungimirante.

Da protagonista a comparsa il passo è breve. Dacché se ne dica il Bari è diventato il contorno di una minestra, non la portata principale ove son richiesti alimenti di prima qualità per far si che la pietanza accolga il diletto del palato altrui. Così tra alibi legati ad un budget ridotto, cartellini dal costo troppo elevato, un campionato molto dispendioso, il rischio imprenditoriale si sta sviluppando.

Con la sconfitta rimediata a Carrara i biancorossi sono scivolati nelle retrovie della Serie B nell’imbarazzo generale di chi ad inizio stagione non avrebbe mai potuto credere ad un risultato simile anzi ha gridato al successo della campagna acquisti.

Le colpe dell’accaduto son passate da attore ad attore. Da Fabio Caserta a Vincenzo Vivarini senza mai focalizzarsi né sul rendimento di calciatori definiti a giugno “convinti del progetto Bari” né sulle scelte dei direttori sportivi. Così dopo una domenica ove parrebbe esserci stata una riunione tra i vertici della Filmauro l’ardua sentenza è arrivata: tutto resta invariato, nessun ribaltone tecnico.

Inizia per Vivarini la settimana dell’oblio, quella in cui nessuno blinda la sua posizione apertamente ed in cui ci si aspetta il miracolo chiamato vittoria contro una Juve Stabia reduce dal pareggio casalingo contro il Pescara. Sugli esperti, le colonne portati dello spogliatoio, tutto tace. Nessuno si esprime e si lascia che le colpe, ancora una volta, terminino sulle spalle del tecnico.

Intanto tra la tifoseria il timore della retrocessione si fa sempre più vivo di pari passo al malcontento generale. Oh, mio caro Bari ma chi decide di indossare i tuoi colori conosce anche solo un decimo la tua storia?