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Nomi e volti di 59 donne creati con l’IA per l’assegno unico: truffa e sequestri da 1,4 milioni. Indagati 4 foggiani

3 Febbraio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
3 Febbraio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

La Guardia di Finanza della BAT ha scoperto una truffa milionaria ai danni dell’Inps. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, quattro persone avrebbero sottratto 1.4 milioni di euro alle casse dello Stato avanzando istanze per il contributo dell’Assegno Unico Universale in nome e per conto di 59 donne di nazionalità rumena, tutte con 5/6 figli a carico, tutte inesistenti.

Per questo il Tribunale di Foggia ha convalidato un decreto di sequestro preventivo di urgenza nei confronti di quattro foggiani, indagati per l’ipotesi di truffa aggravata in concorso ai danni dello Stato. Le indagini sono partite dopo una segnalazione dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale di Andria. Coinvolti nella truffa anche un dipendente dell’Anagrafe di un Comune della BAT e di un dipendente di un Centro di Assistenza Fiscale di Foggia.

Il dipendente comunale ha formato, senza una preventiva istanza, le residenze anagrafiche per 59 donne di dichiarata origine rumena e ha rilasciato, in assenza dei requisiti oggettivi e soggettivi richiesti, altrettante carte di identità false. Volti e nomi pare siano stati creati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.

Una volta generati il volto e l’identità fasulla delle 59 donne, sono stati creati altrettanti contratti di lavoro fittizi presso due imprese agricole di Cerignola, così da poter certificare i requisiti necessari in sede di istanze dell’Assegno Unico Universale, tutte avanzate all’INPS dal dipendente del C.A.F. di Foggia, segnalando per ciascuna donna almeno 5/6 figli a carico.

Sono state poi attivate 59 carte PostePay intestate alle donne inesistenti e con il periodico prelevamento presso gli sportelli del Postamat degli importi accreditati mensilmente dall’INPS, in media, circa 2.300,00 euro per ogni nucleo familiare, ad opera degli altri due complici che sono stati osservati e identificati dagli investigatori durante le operazioni agli ATM.

Sono così stati confiscati disponibilità liquide su depositi bancari, autovetture e beni immobili/mobili per un totale di circa 1,4 milioni di euro. Si tratta di 10 immobili, 1 autovettura, denaro contante, 92 conti corrente, oggetti d’oro ed ulteriori beni di valore.