La Procura di Taranto indaga sulle anomalie registrate nel Cup di Taranto, gestito da Sanitaservice, per la gestione delle liste d’attesa. Al centro delle indagini prenotazioni sanitarie cancellate e sostituite nel giro di pochi istanti. In alcuni casi questo sarebbe avvenuto a tarda sera, in piena notte e all’alba.
Il Centro unico di prenotazione è gestito dalla Sanitaservice di Taranto. Come riportato dal Corriere del Mezzogiorno, i riflettori sono accesi sui accessi notturni e conseguenti operazioni di cancellazione e immediata ri-prenotazione.
Il sospetto è su circa 50 dipendenti del Cup. I dubbi sono proprio attorno agli accessi effettuati da remoto fuori dagli orari ordinari.
La Procura dovrà accertare quanto accaduto, con l’obiettivo di capire se si è trattato di casi isolati o di un sistema capace di incidere sulla gestione delle liste e sui tempi di accesso alle prestazioni sanitarie. Â
LA NOTA DELL’ASL – “A parte la nomina di una commissione interna, che sta svolgendo accertamenti, si sono resi necessari ulteriori approfondimenti demandati ad altri settori tecnici e specialistici, con rappresentazione dei dati ai Nas per gli approfondimenti di competenza. Al momento, comunque, non vi è alcuna denuncia nei confronti degli operatori Cup né segnalazione alla Procura della Repubblica per ipotesi di reato. La commissione ha condotto una prima analisi sul periodo gennaio-giugno 2025, esaminando un numero consistente di record ed è emerso in un campione significativo di operatori Cup, una pratica ricorrente di cancellazione e immediata ri-prenotazione durante l’orario di servizio. La condotta, pur particolare per frequenza, non è e non implica di per sé un illecito. Dal punto di vista tecnico in tutti i Cup, regionali e nazionali, questa operazione è possibile e rientra tra le funzionalità attuabili nel momento in cui il cittadino intende rinunciare alla prenotazione. Contestualmente sono state riscontrate attività di prenotazione e cancellazione effettuate da remoto in orari non ordinari, riconducibili ad alcuni operatori, questa circostanza ha sollevato ragionevoli dubbi e reso necessari ulteriori approfondimenti”.

