Un 19enne è stato arrestato a Foggia e si trova ai domiciliari con l’accusa di atti persecutori. È lui, secondo quanto ricostruito dalle indagini, ad aver divulgato le foto modificate con l’IA di Arianna, la ragazza che da giugno ha visto circolare a scuola, sui social e in città alcune immagini con il suo volto sovrapposto alle parti intime di un’altra donna, accompagnate da frasi volgari e diffamatorie.
Il giovane, coetaneo della vittima, aveva intrattenuto una lunga relazione di amicizia con Arianna, finita poi male. Le indagini si sono concentrate su di lui, con relativo sequestro di alcuni dispositivi informatici utilizzati dallo stesso ragazzo e da articolate analisi tecniche.
Nonostante una parziale cancellazione di dati, è stata trovata una foto artefatta con una didascalia esattamente a quelle apparse sulle pareti dell’istituto Scolastico “Lanza”.
In più sono state trovate conversazioni scambiate con ChatGPT alla quale il 19enne chiedeva di formulare alcune frasi ridicolizzanti “che possano destare scalpore tra gli adolescenti e che siano ridicole per la vittima”.
“Per me e la mia famiglia questo arresto rappresenta un sollievo. Un barlume di speranza dopo mesi davvero tanto difficili. Sono contenta, sollevata. Ho ritrovato un po’ di serenità”. Queste le prime parole di Arianna all’Ansa dopo l’arresto. “Ho frequentato dall’asilo nido alle scuole medie la stessa classe con la persona oggi arrestata. – racconta – Ci conoscevamo. In prima media fui vittima di atti di bullismo da parte sua. Non so perché lo abbia fatto”.
“Tutte mi hanno ferito, – dice ancora – ma la peggiore è stata quella in cui mi definiva ‘una ragazza facile’. Mi ha lasciata spiazzata perché io non solo mai stata quel tipo di persona. È una frase che ha leso in particolar modo la mia dignità di donna, di persona”. “Vorrei anche dare un messaggio sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale che è un’arma a doppio taglio. – continua – Da un lato è uno strumento utile in diversi casi, dall’altro può creare enormi danni. Alle ragazze, alle donne, a chiunque si trovi a vivere una situazione come la mia, raccomando di denunciare. Sembrano momenti infiniti, difficilissimi, insuperabili ma la luce in fondo al tunnel si intravede sempre. In questi lunghi mesi ho accumulato tanta forza”.

