“Mezzo giornalista pagliaccio che scrive sotto dettatura”. Questa è la definizione data ad Antonio da Ennio Picicci, imprenditore nel settore della distribuzione di carburanti, ex consigliere comunale ed ex assessore ai lavori pubblici del Comune di Adelfia.
Il commento è stato scritto in risposta ad un post sul gruppo Facebook “Adelfia senza censura” in merito alla vicenda del povero Giuseppe, l’anziano di 83 anni di cui vi abbiamo raccontato la solitudine e il rischio di morire ogni giorno.
Picicci, per chi ha la memoria corta, è lo stesso individuo che qualche tempo fa minacciò di morte Antonio e lo aggredì fisicamente, anche brandendo un cacciavite, in occasione della storia di Mina e Natale, i due, per i quali Picicci chiedeva aiuto invitando il Comune ad allestire una stanza per lo stoccaggio del materiale che i cittadini avrebbero donato, si rivelarono due farabutti.
Certi del nostro agire e difendendo l’indipendenza personale e di Quinto Potere, Antonio è tornato alla stazione di servizio di Picicci travestito da clown, per dimostrare al vecchio “odiatore” la differenza che passa tra un uomo travestito da pagliaccio e un vero pagliaccio.
Con nostra sorpresa Picicci, a differenza dell’altra volta, si è rifugiato all’interno del fabbricato della stazione di servizio, lasciando che il suo socio rispondesse alle domande. Con nostra sorpresa, prima della messa in onda del video che state vedendo, l’imprenditore ha raccontato sui social la sua parziale versione dei fatti, continuando a negare di riferirsi ad Antonio, seppure siamo stati gli unici a denunciare e tentare di risolvere le sorti di Giuseppe. Nel prossimo video vi racconteremo l’altra parte della storia che Picicci ha omesso.

