Torniamo ad occuparci della maestra di 65 anni di Bitonto sospesa dall’insegnamento per sei mesi con l’accusa di maltrattamenti nei confronti di bambini di circa 4 anni. Secondo le indagini, la donna avrebbe compiuto diversi episodi di violenza e umiliazione in classe, tra cui schiaffi sul viso e sulla nuca, strattonamenti e urla. In un caso avrebbe fatto cadere un bambino obbligandolo a rimanere a terra, mentre in un altro avrebbe colpito una bambina sulla testa con un libro.
L’indagine è partita dopo la denuncia di due madri, insospettite da alcuni comportamenti dei figli a casa. Uno dei bambini, ad esempio, aveva iniziato a fare un “gioco strano”, avvolgendosi del nastro adesivo addosso e dicendo che lo faceva “come la maestra”. Confrontandosi con altre famiglie, è emerso che anche un altro bambino imitava lo stesso comportamento.
La polizia del commissariato di Bitonto ha quindi installato delle telecamere in classe, che avrebbero ripreso i presunti maltrattamenti. Interrogata, la maestra — assistita dall’avvocato Tommaso Barile — ha ammesso che alcuni comportamenti possono essere stati inappropriati, ma li ha giustificati con l’indisciplina e la scarsa autonomia dei bambini. Ha inoltre sostenuto che non si trattava di schiaffi ma di “colpetti dietro la nuca” e ha negato di aver usato nastro adesivo.
La giudice per le indagini preliminari di Bari ha però ritenuto che ci siano gravi indizi a suo carico, sottolineando che i comportamenti registrati mostrano un uso abituale di violenza, spesso sproporzionato rispetto alla vivacità dei bambini. Per questo ha disposto la sospensione cautelare della docente, mentre la difesa ha annunciato che presenterà appello contro il provvedimento.

