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Stop del Csm, Decaro e l’incarico su “misura” per Emiliano: ipotesi dossier specifici come rifiuti, crisi industriali o Ilva

26 Marzo 2026
– Autore: Raffaele Caruso
26 Marzo 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Si complica il ritorno in un ruolo istituzionale per Michele Emiliano, che ha escluso l’ipotesi di rientrare in magistratura, giudicandola inopportuna. Anche il Consiglio superiore della magistratura (Csm) condivide le perplessità: dopo vent’anni ai vertici politici di Bari e della Puglia, il suo reintegro nei ranghi giudiziari rischierebbe di alimentare polemiche su possibili commistioni tra politica e giustizia.

Il nodo riguarda la proposta del governatore Antonio Decaro di nominare Emiliano consulente giuridico della Regione Puglia. Una figura considerata atipica nel panorama italiano e che, proprio per questa unicità, non consente di autorizzare il collocamento in aspettativa. Anche l’ipotesi del “fuori ruolo” è stata esclusa, poiché non applicabile al caso specifico secondo la normativa vigente.

Dopo settimane di valutazioni e richieste di chiarimento, la Terza commissione del Csm ha espresso un orientamento negativo. La richiesta di aspettativa — con stipendio a carico della Regione — è stata respinta per motivi tecnici, senza possibilità di deroga. La decisione è stata comunicata a Decaro, che ha avviato un confronto per individuare possibili alternative.

Tra le soluzioni allo studio, quella di ridimensionare l’incarico, limitandolo a dossier specifici come rifiuti, crisi industriali o Ilva. Tuttavia, anche questa strada presenta ostacoli: incarichi analoghi conferiti in passato dalla Regione sono stati considerati di natura politica, e quindi non compatibili con le regole applicabili ai magistrati.

Il tempo per trovare una via d’uscita è limitato. A Roma si guarda con attenzione agli sviluppi, consapevoli che un eventuale ritorno di Emiliano in aula — come pm o giudice, ma fuori dalla Puglia — rappresenterebbe comunque una soluzione delicata, che la magistratura preferirebbe evitare in un momento già sensibile per il rapporto tra giustizia e politica.