Skip to content

Venerdì santo, a Valenzano due donne portatrici di una statua dei misteri. Il maestro Muti in processione a Molfetta

3 Aprile 2026
– Autore: Raffaele Caruso
3 Aprile 2026
– Autore: Raffaele Caruso

“Fin da bambina ho sempre ammirato la cura con cui mio padre ha conservato la statua, gesti che aveva imparato dallo zio. Attenzioni che ora sono anche mie e portarla in processione è stato naturale, è stato come realizzare il sogno che avevo fin da piccola”.

Rossella Laricchia, ha 30 anni, è di Valenzano (Bari), e nella vita fa il funzionario addetto all’ufficio per il processo della Corte d’appello di Bari. Questa mattina però, ha messo da parte fascicoli e Codici, per indossare il tailleur nero del portatore di una delle 50 statue dei misteri che hanno sfilato in paese questa mattina. Non era la sola donna nella squadra di uomini: con lei c’era la sua amica Anna, ingegnere di 28 anni.

“Mentre chiacchieravamo settimane fa, le raccontavo della processione, del nostro attaccamento alle statue e le ho chiesto se volesse far parte anche lei dei portatori e ha detto sì. Così, oggi insieme abbiamo partecipato alla processione”, dice. In paese i Misteri hanno una particolarità: sono conservati a casa. “La statua della mia famiglia è quella del rinnegamento di Pietro, risale all’800, è una delle più antiche – continua Rossella – e fa parte della mia vita da sempre. L’anno scorso la mia processione è stata simbolica: ho percorso un breve tratto. Oggi, invece, sono riuscita a completare il percorso”.

Che si snoda per il paese partendo da corso Aldo Moro alle 11 del mattino. “Alle 8 la banda preleva a casa le statue che piano piano si mettono assieme e solo dopo l’arrivo dell’ultima, si parte”, continua Rossella che ammette di aver provato una forte emozione. “È una fatica, lo confesso, ma è una fatica che si trasforma in sentimento, in commozione”, aggiunge. Si avverte la stanchezza? “Forse avrei dovuto prepararmi a livello fisico, ma posso dire che non è stata traumatico. Anna invece è un’atleta ed è stata aiutata nel cammino”, sorride Rossella. “L’anno prossimo ci sarò, ormai sarà tradizione anche per me come lo è per tutta la mia famiglia”, promette.

A Molfetta invece confratello d’eccezione il maestro Riccardo Muti che ha indossato il camice marrone con il cappuccio posato sulla testa, il cingolo rosso e i guanti neri a coprire le mani che reggono un cero. Muti è tra i componenti dell’arciconfraternita di ‘Santo Stefano dal sacco rosso’ che ha partecipato alla processione dei cinque Misteri a Molfetta, città in cui il celebre direttore d’orchestra è cresciuto.

Entrato a far parte della Arciconfraternita ad honorem nell’aprile dell’anno scorso, Muti sta partecipando alla processione che solitamente sfila per le strade della città nella notte tra il giovedì e il venerdì santo. La pioggia ne ha però posticipato l’inizio e il corteo religioso si sta svolgendo oggi pomeriggio. Tanto lo stupore di chi assiste alla processione nel vedere un partecipante così famoso che “per la prima volta da confratello è in processione”, dice chi assiste ogni anno alla processione.