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Bari, tasse evase grazie al software informatico: patteggiano 4 dentisti. Vendute case e immobili per pagare il Fisco

14 Aprile 2026
– Autore: Raffaele Caruso
14 Aprile 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Quattro dei 27 dentisti baresi accusati di evasione fiscale hanno patteggiato pene comprese tra i 12 e i 18 mesi di reclusione nell’ambito dell’inchiesta su visite e interventi effettuati “in nero”. Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Bari, Antonella Cafagna, ha accolto gli accordi, già avallati dalla Procura, dopo che gli imputati hanno provveduto al pagamento delle imposte contestate.

In aula sono stati presentati i modelli F24 relativi ai versamenti, per cifre significative ma inferiori rispetto a quelle inizialmente ipotizzate dagli investigatori della Guardia di Finanza. Per reperire le somme necessarie, alcuni degli imputati hanno dichiarato di aver venduto beni personali, tra cui immobili e imbarcazioni.

L’indagine, coordinata dalla pm Luisiana Di Vittorio, contesta un’evasione complessiva di circa 6 milioni di euro. L’inchiesta è partita dalla denuncia di una segretaria licenziata da uno studio dentistico e ha portato alla scoperta di un sistema per occultare i ricavi: un software che consentiva, tramite un comando, di accedere a una contabilità parallela. I finanzieri hanno raccolto i dati e contattato numerosi pazienti, molti dei quali hanno confermato di non aver mai ricevuto fattura.

Alcuni imputati hanno scelto il rito abbreviato. Tra gli indagati figura anche Tommaso Carbone, titolare di una società di Palo del Colle che avrebbe fornito il software “Suite Medical Gold”, diffuso in diversi studi dentistici in Italia. Il procedimento proseguirà il 13 luglio, data fissata per la discussione dei riti abbreviati e delle richieste di rinvio a giudizio per gli altri imputati.