La Regione Puglia ha disposto la chiusura immediata della residenza per anziani “Casa Caterina” di Adelfia, già al centro di un’inchiesta della Procura di Bari che coinvolge l’imprenditore brindisino Michele Schettino e altre sette persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere e corruzione.
Il provvedimento, adottato dal dipartimento Salute, è motivato da una «assoluta precarietà gestionale» e da un «inaccettabile vuoto di responsabilità legale e amministrativa», elementi che avrebbero determinato la perdita totale di controllo e affidabilità della struttura.
Già nell’ottobre 2025 la Regione aveva dichiarato la decadenza dell’autorizzazione, avviando a gennaio il trasferimento degli ospiti. Tuttavia, la sospensione del Tar aveva temporaneamente bloccato la chiusura. La nuova decisione supera ora quel provvedimento.
Le verifiche condotte dalla Asl Bari hanno fatto emergere gravi criticità: irregolarità amministrative, problemi legati allo sfratto dell’immobile e pesanti carenze assistenziali per i circa 50 anziani ospiti. Tra le violazioni segnalate figurano disservizi nella mensa con pasti inadeguati per pazienti fragili, chiusura della lavanderia, condizioni igieniche precarie e personale insufficiente, con rischi concreti per la salute degli assistiti, tra cui malnutrizione e piaghe da decubito.
La situazione è precipitata dopo l’arresto ai domiciliari di Schettino, quando la struttura sarebbe stata abbandonata dal personale, rendendo necessario l’intervento urgente del Comune e della Prefettura. Secondo la Regione, si è verificato un vero e proprio collasso organizzativo, incapace di garantire i livelli minimi di assistenza.
Respinta anche la richiesta della società di ottenere tempo per sanare le irregolarità. Le autorità hanno inoltre evidenziato l’assenza di qualsiasi atto formale relativo al presunto subentro di un nuovo amministratore, ritenuto quindi privo di legittimazione giuridica.
Nel frattempo, la Procura di Bari ha eseguito perquisizioni nei confronti degli indagati, tra cui familiari e presunti prestanome di Schettino. Tra le accuse anche quella di corruzione: secondo gli inquirenti, l’imprenditore sarebbe stato avvisato in anticipo dei controlli sanitari. Ora spetterà alla Asl e ai servizi sociali comunali completare il trasferimento degli anziani in altre strutture adeguate.

