Il racconto di Teodoro Cavaliere, 40enne brindisino, reo confesso dell’omicidio di Eros Rossi, 41 anni, avvenuto nella villetta dove la vittima stava trascorrendo l’ultimo giorno agli arresti domiciliari.
Durante un lungo interrogatorio protrattosi fino a mezzanotte davanti al pubblico ministero Sofia Putignani, Cavaliere ha descritto i momenti che hanno preceduto il delitto: “Vaneggiava, era alterato dalla cocaina. Aveva chiuso la casa a chiave, bloccando la porta con il frigorifero e dicendomi che non sarei uscito”. L’uomo sostiene di aver reagito colpendo Rossi più volte con un piccolo cacciavite mentre, a suo dire, la vittima tentava di aggredirlo con un pezzo di vetro.
Al termine dell’interrogatorio, assistito dal legale Chiara Capodieci, Cavaliere è stato arrestato e trasferito in carcere. Proprio da quel carcere era uscito appena l’8 aprile scorso, dopo aver scontato una condanna per rapina, celebrando la ritrovata libertà anche sui social.
Secondo la ricostruzione, Rossi – amico d’infanzia di Cavaliere – lo avrebbe contattato proprio dopo aver visto quel post, proponendo di festeggiare insieme. Un incontro che si è trasformato in tragedia: tra alcol e cocaina, i due si sono recati nella villetta di Torre Canne per quella che doveva essere una serata di festa. A Rossi sarebbe stata offerta droga, assunta nonostante il suo stato già alterato.
Fatale, sempre secondo la versione dell’indagato, sarebbe stato “l’ultimo tiro”, che avrebbe aggravato lo stato psicofisico della vittima fino a sfociare nella violenta colluttazione culminata con l’omicidio. Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio della vicenda e verificare la dinamica dei fatti.

