Il Tribunale del lavoro di Bari ha respinto il ricorso di Massimo Cassano, stabilendo che, dopo il licenziamento disposto per legge, all’ex direttore generale dell’Arpal spettasse esclusivamente il TFR, escludendo qualsiasi diritto a risarcimenti o retribuzioni di risultato. I giudici hanno dichiarato infondate tutte le richieste avanzate contro la Regione e l’agenzia regionale per il lavoro.
La vicenda risale al 2022, quando una legge regionale decretò la decadenza del contratto di Cassano in seguito alle polemiche sui concorsi Arpal, dai quali erano emerse assunzioni di persone a lui vicine, tra amici, parenti e appartenenti alla sua area politica.
L’ex governatore Emiliano parlò di “coincidenze”, ma il Consiglio regionale scelse di approvare una legge per far decadere il contratto di Cassano e intervenne con un provvedimento ad hoc che pose fine al suo incarico.

