È stato ucciso con una violenza estrema, colpito oltre 200 volte con un cacciavite a stella. Emergono dettagli sempre più inquietanti sull’omicidio di Eros Rossi, 41 anni, aggredito nella notte tra il 17 e il 18 aprile in una villetta di Torre Canne.
Per il delitto è in carcere Teodoro Cavaliere, che ha confessato sostenendo però di aver agito per legittima difesa. Una versione che appare in contrasto con i primi esiti dell’autopsia, soprattutto alla luce del numero e della violenza dei colpi, concentrati in gran parte sul volto della vittima. Fatale sarebbe stato il fendente alla carotide.
L’esame autoptico, disposto dalla pm Sofia Putignani, è stato eseguito dal medico legale Biagio Solarino presso il cimitero di Ostuni. Le indagini, coordinate dai carabinieri, proseguono per chiarire la dinamica dei fatti e verificare la compatibilità della versione fornita dall’indagato.
Secondo quanto ricostruito, Rossi – già noto alle forze dell’ordine – stava festeggiando proprio con Cavaliere il ritorno in libertà dopo un periodo agli arresti domiciliari. Una serata che si è trasformata in tragedia e su cui ora gli inquirenti cercano di fare piena luce.

