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Faida Capriati-Strisciuglio: “Solo un miracolo ha evitato altre vittime”. Filippo Scavo era già “condannato a morte”

7 Maggio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
7 Maggio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

La guerra di mafia tra i clan Strisciuglio e Capriati torna a insanguinare Bari. Secondo quanto emerge dalle indagini sugli omicidi di Lello Capriati e Filippo Scavo, la faida tra i due gruppi criminali avrebbe potuto provocare molte più vittime negli ultimi due anni.

Gli investigatori ritengono che Filippo Scavo fosse stato condannato a morte già dopo l’assassinio di Lello Capriati, ucciso da Luca Marinelli. A volerlo eliminare sarebbero stati Sabino e Christian Capriati. In un episodio avvenuto a Bari, Christian Capriati avrebbe anche sparato contro Scavo dopo averlo incrociato in auto, senza però riuscire a colpirlo.

La rivalità tra i clan, iniziata negli anni Novanta, si sarebbe riaccesa per la rottura di equilibri interni da parte delle giovani leve criminali. Il gip Vittorio Rinaldi parla di gruppi incapaci di contenere “l’ostentazione della propria potenza criminale”, esibita apertamente nei luoghi della movida barese.

Tra gli episodi ricostruiti dagli inquirenti figura una lite armata al pub Demetra, nata da uno sguardo rivolto alla ragazza che accompagnava Scavo. “Che ti guardi”, le parole di Scavo. “Non posso guardare?”, la risposta di Capriati. Un altro collaboratore di giustizia, Michele Miccoli, ha descritto come impossibile una vera pace tra Strisciuglio e Capriati: “Come vedere i pipistrelli di giorno”.

La violenza si è consumata spesso in mezzo alla gente. Nell’estate scorsa Mimmetto Strisciuglio e Christian Capriati si sarebbero puntati le pistole dentro la discoteca Clorofilla di Castellaneta, mentre un altro scontro armato sarebbe stato evitato davanti al Doa di Bari. Già dopo l’omicidio di Antonella Lopez, uccisa per errore durante una sparatoria al Divine Club il 22 settembre 2024, commercianti e gestori dei locali dell’Umbertino avevano denunciato paura e tensione crescente tra giovani affiliati armati.

Per l’omicidio di Filippo Scavo sono stati fermati Dylan Capriati, Aldo Lagioia e Michele Morelli, che saranno interrogati dal gip Giuseppe Ronzino. Nell’ambito dell’inchiesta sull’assassinio di Capriati saranno ascoltati anche Sabino Capriati, Onofrio Lorusso e Angelo Vincenzo Caruso, vicino agli Strisciuglio.

Nei prossimi giorni verranno interrogati anche Luca Marinelli e Nunzio Losacco, accusati dell’omicidio di Lello Capriati, delitto che secondo gli investigatori sarebbe stato ordinato dai vertici degli Strisciuglio dopo alcuni attacchi armati compiuti dai figli di Capriati nel quartiere Carbonara.

Intanto la Procura di Bari ha disposto l’autopsia sul corpo di Scavo, affidata al professor Francesco Introna e prevista per il 12 maggio. Restano aperte anche le indagini sull’uccisione del cameriere Angelo Pizzi, assassinato in un ristorante di Bisceglie: gli investigatori cercano di capire se sia stato colpito per errore nell’ambito della stessa guerra mafiosa.