Maxi inchiesta della Guardia di Finanza sul gruppo riconducibile alla famiglia Matarrese di costruttori baresi. Secondo gli investigatori, sarebbero stati dissipati patrimoni societari per oltre 18 milioni di euro attraverso operazioni infragruppo, finanziamenti e pagamenti preferenziali effettuati in violazione della par condicio creditorum. Nel mirino anche il mancato versamento di imposte per circa 7 milioni di euro, ritenuto dagli inquirenti un sistema illecito di auto-finanziamento con danni per l’Erario. La finanza ha quindi sequestrato quote societarie della Imco per oltre 7,3 milioni di euro.
L’inchiesta coinvolge 14 indagati. Tra loro figurano Amato Matarrese (classe 1942), Antonio Matarrese (classe 1940), Marco Matarrese, Michele Matarrese, e due omonimi Salvatore Matarrese (classi 1957 e 1962). Accanto a loro compaiono manager e professionisti che a vario titolo hanno ricoperto ruoli apicali nelle società del gruppo: Nicola Locuratolo, Gaetano Roberto Filograno, Valerio De Luca, Marco Mandurino, Vitangelo Pellecchia, Vincenzo Robles, Luca Russo e Oronzo Trio. Per quattro persone — Salvatore Matarrese, Amato Matarrese, Marco Mandurino e Nicola Locuratolo — è stato notificato l’invito a comparire davanti al gip il prossimo 20 maggio, dopo la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura.
L’inchiesta riguarda il fallimento e le procedure concorsuali di cinque società legate al gruppo imprenditoriale Matarrese. Per la I.CON srl, fallita nel 2022, vengono contestate distrazioni patrimoniali e debiti tributari per circa 1,8 milioni. La FINBA spa, dichiarata fallita nel 2023, avrebbe concesso finanziamenti senza garanzie e disposto pagamenti preferenziali a ex soci. Nella Strade e Condotte spa gli investigatori contestano la cessione sottocosto di una partecipazione societaria con un danno stimato di quasi 14 milioni di euro. Per Betonimpianti srl le accuse riguardano cessioni sottostimate, fatture per operazioni inesistenti e mancati versamenti fiscali per oltre 3,4 milioni. Infine, per Ecoambiente srl vengono contestati finanziamenti infruttiferi ad altre società del gruppo e inadempimenti fiscali e previdenziali per circa 1,8 milioni di euro. Le indagini sono partite dall’analisi delle procedure concorsuali di una delle società del gruppo già in stato di insolvenza. Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato gravi squilibri economici e finanziari e una forte esposizione debitoria verso il Fisco. Secondo gli investigatori, per ritardare l’emersione del dissesto sarebbero stati anche falsificati i bilanci delle società capogruppo tramite la sopravvalutazione delle partecipazioni infragruppo.

