Nuovo capitolo nella vicenda che coinvolge Mari Lorusso, imputata nel processo per voto di scambio politico-mafioso. La dottoressa barese, moglie dell’avvocato Giacomo Olivieri — condannato in primo grado a nove anni per presunti accordi con i clan finalizzati alla sua elezione in Consiglio comunale nel 2019 — annuncia battaglia legale contro il Policlinico di Bari dopo l’annullamento della borsa di studio ottenuta pochi mesi fa.
Attraverso il suo legale, l’avvocato Luca Castellaneta, Lorusso ha fatto sapere che il provvedimento sarà impugnato davanti al Tar. La decisione del Policlinico, arrivata su indicazione della Regione Puglia, si basa sulla presunta mancata dichiarazione, nei modi previsti, della sua posizione giudiziaria.
Secondo l’istruttoria interna dell’azienda ospedaliera, Lorusso avrebbe omesso di utilizzare il modulo specifico relativo ai carichi pendenti in fase di candidatura, oltre ad aver dichiarato, al momento della firma del contratto, di non avere procedimenti penali o civili pendenti.
Contestazioni che hanno portato all’annullamento della partecipazione al bando e della borsa di studio annuale da circa 1.700 euro mensili, destinata a un progetto oncologico finanziato dal ministero della Salute.
Diversa la versione della difesa. L’avvocato Castellaneta sostiene infatti che la dottoressa abbia regolarmente comunicato i procedimenti pendenti tramite autocertificazione, nel rispetto della normativa vigente, e che non abbia sottoscritto dichiarazioni false o non veritiere. La vicenda approderà ora davanti ai giudici amministrativi.

