Nuove intercettazioni al centro del processo nato dall’inchiesta “Codice interno”, con cui la Dda di Bari ha ricostruito presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria nel capoluogo pugliese. In aula sono state lette alcune conversazioni che coinvolgerebbero il medico oncologo Vito Lorusso, imputato insieme alla figlia Maria Carmen Lorusso per scambio elettorale politico-mafioso in relazione alle elezioni comunali del 2019.
Tra le telefonate acquisite agli atti, una conversazione tra Lorusso e Massimo Parisi, fratello del boss “Savinuccio” del quartiere Japigia, nella quale il medico ringrazia per il sostegno elettorale ricevuto dalla figlia, poi eletta consigliera comunale.
Secondo l’accusa, l’elezione di Maria Carmen Lorusso sarebbe stata favorita dai voti procurati da tre clan baresi attraverso il marito, l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri, già condannato a 9 anni con rito abbreviato. Gli inquirenti ritengono che un ruolo sarebbe stato svolto anche da Vito Lorusso, medico curante di un nipote di Parisi.
Nel corso dell’udienza, l’ispettore della Squadra Mobile Salvatore Attimonelli ha letto diverse intercettazioni attribuite a Olivieri, nelle quali si farebbe riferimento alla necessità di ottenere centinaia di voti nel quartiere Japigia e al coinvolgimento di famiglie legate ai clan. I
n un’altra conversazione, Tommaso Lovreglio, nipote del boss Parisi e già condannato in abbreviato, avrebbe ribadito il sostegno alla candidatura di Maria Carmen Lorusso. Il processo, che vede imputate 15 persone, proseguirà il prossimo 3 giugno con il completamento dell’esame del teste investigativo.

