Skip to content

Dissing con Leccese, il San Nicola al centro di tutto: il piano di De Laurentiis. Povero Bari

28 Maggio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
28 Maggio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Sembrano essersi addolciti i toni nel botta e risposta mediatico tra il sindaco di Vito Leccese e la famiglia De Laurentiis. Nella serata di ieri è infatti arrivata la seconda controreplica dell’imprenditore romano, questa volta con un atteggiamento apparso meno rigido e più aperto al dialogo istituzionale.

Ma il punto centrale della vicenda, secondo alcune fonti vicine al dossier, non sarebbe tanto il clima distensivo quanto l’interesse strategico attorno allo Stadio San Nicola. L’obiettivo della famiglia De Laurentiis sembrerebbe essere soprattutto quello di ottenere la concessione dell’impianto per i prossimi cinque anni.

Dietro questa volontà ci sarebbero valutazioni di carattere economico e commerciale legate alla programmazione futura dello stadio. In particolare, la conoscenza di una possibile calendarizzazione di grandi concerti internazionali avrebbe aumentato l’appeal del San Nicola ben oltre il solo utilizzo sportivo.

Da qui nasce una riflessione che inevitabilmente riaccende il dibattito tra i tifosi. Se la retrocessione del Bari in Serie C è stata vissuta dalla proprietà come un incidente di percorso — evento che nello sport può accadere tra vittorie e sconfitte — oggi qualcuno teme che il vero valore strategico del club possa non coincidere esclusivamente con il progetto calcistico.

L’impressione, alimentata anche da indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, è che il Bari possa rappresentare per la famiglia De Laurentiis anche un veicolo funzionale a operazioni parallele legate all’indotto dello stadio e agli eventi musicali di grande portata.

Sul bando per la concessione del San Nicola, inoltre, si sarebbe affacciata anche un’altra importante azienda, che avrebbe poi deciso di non proseguire sulla base di valutazioni interne relative al progetto tecnico. Un elemento che apre inevitabilmente ulteriori interrogativi: davvero nessun altro imprenditore sarebbe interessato al calcio barese? Oppure qualcuno avrebbe semplicemente scelto di restare alla finestra?

La domanda che serpeggia tra tifoseria e ambiente politico resta però un’altra. Se il sindaco Vito Leccese dovesse mantenere la propria linea e la famiglia De Laurentiis decidesse di fare un passo indietro, chi sarebbe realmente pronto a rilevare il titolo sportivo con effetto immediato ripartendo da categorie inferiori?

Il timore di una parte della piazza rimane dunque sempre lo stesso: che il calcio a Bari, per questa proprietà, non rappresenti il piatto principale ma soltanto un contorno all’interno di una strategia più ampia.