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Mafia garganica, torna in libertà il boss Armando Li Bergolis: sale la tensione fra i clan

28 Maggio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
28 Maggio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Dopo una lunga detenzione, trascorsa in parte anche al regime del 41 bis, Armando Li Bergolis, 51 anni, ritenuto tra i nomi storici e più temuti della mafia garganica, è tornato in libertà. Esponente di vertice del clan Li Bergolis-Miucci, conosciuto come il gruppo dei “montanari”, lascia il carcere dopo aver scontato una lunga pena, riaccendendo l’attenzione sulle faide che hanno insanguinato il Gargano per decenni.

Il nome di Li Bergolis compare tra gli imputati del processo Iscaro-Saburo, il maxi procedimento che portò a 99 arresti e che sancì giudiziariamente l’esistenza della mafia garganica. In quell’ambito fu condannato a 27 anni di reclusione, stessa pena inflitta al fratello Matteo, mentre Franco Li Bergolis ricevette l’ergastolo.

Figlio di Pasquale Li Bergolis, ucciso durante una delle fasi più cruente della faida garganica, e nipote di “Ciccillo” Li Bergolis, considerato il patriarca del clan assassinato nel 2009, Armando Li Bergolis è stato indicato per anni dagli investigatori come una delle figure più influenti della criminalità organizzata del promontorio.

La scarcerazione viene seguita con attenzione dagli investigatori, soprattutto alla luce dei nuovi assetti criminali sul territorio e delle più recenti inchieste sulla mafia garganica.