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Tentato omicidio, estorsioni e ordini dal carcere: arrestati 4 baresi. Sim al fidanzato detenuto con bacio – NOMI

8 Giugno 2026
– Autore: Raffaele Caruso
8 Giugno 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Tre persone sono finite in carcere e una ai domiciliari nell’ambito dell’operazione antimafia “Re Nero”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, che ha fatto luce su un tentato omicidio, episodi estorsivi e sulla gestione di attività criminali anche dall’interno del carcere. Gli arresti, disposti dal gip Vittorio Rinaldi, hanno colpito Donato Antonio Alfarano, 31enne di Bari detto Cipster, Giovanni Lopez, 21 anni, e Giuseppe Caputo, 34 anni, mentre per Crescenza Carbonara, 70 anni, sono stati disposti i domiciliari (tutti e tre di Palo del Colle). Rigettata invece la richiesta cautelare per un altro indagato.

Secondo gli inquirenti, Alfarano, ritenuto vicino al clan Strisciuglio, avrebbe imposto a un imprenditore di Palo del Colle la cessione gratuita di auto a noleggio attraverso minacce e intimidazioni. L’escalation sarebbe culminata il 16 novembre 2023 con un agguato davanti al bar della vittima: quindici colpi di pistola esplosi contro il locale da un commando arrivato a bordo di un’auto rubata e poi incendiata per cancellare le tracce.

L’indagine ha inoltre documentato come il presunto controllo criminale di Alfarano sarebbe proseguito anche dal carcere grazie all’utilizzo illecito di telefoni cellulari e schede Sim introdotte clandestinamente. Tra gli episodi contestati anche il presunto ordine, impartito dal carcere per motivi di gelosia, di rubare e incendiare l’auto della fidanzata.

Grazie alle immagini delle telecamere e alle intercettazioni, è stato documentato il passaggio clandestino delle schede telefoniche durante un colloquio in carcere: le Sim, avvolte nella pellicola, sarebbero state trasferite dalla bocca della fidanzata alla mano del detenuto per consentirgli di continuare a comunicare con l’esterno tramite cellulari detenuti illegalmente nelle celle.

La fidanzata è indagata a piede libero con l’accusa  di aver consegnato le schede con l’aiuto di altri due indagati, ma anche perché non ha denunciato il compagno quando, secondo l’accusa, avrebbe ordinato dal carcere l’incendio della sua auto per motivi di gelosia. Nonostante fosse a conoscenza dei fatti, la donna avrebbe denunciato il rogo come opera di ignoti (la foto è stata pubblicata da La Gazzetta del Mezzogiorno).