Si intrecciano vicende personali e giudiziarie attorno all’assessora regionale al Turismo Graziamaria Starace. Davanti ai giudici, l’esponente della giunta regionale ha raccontato di essere stata vittima per anni di maltrattamenti da parte dell’ex marito, l’imprenditore Alessandro Corso, oggi imputato in un processo nato da un’indagine condotta nell’ambito del Codice Rosso.
Parallelamente, Starace è indagata dalla Procura di Foggia per concussione insieme al sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, e al tecnico comunale Vincenzo Ragno. Gli inquirenti ipotizzano che la revoca di una concessione demaniale al villaggio Verdemare, riconducibile alla famiglia dell’ex marito dell’assessora, possa essere stata utilizzata come forma di pressione in una controversia legata agli obblighi di mantenimento dei figli. Accuse respinte dagli indagati, che sostengono la piena regolarità dell’iter amministrativo.
Nel corso dell’udienza a porte chiuse, Starace ha riferito di presunte vessazioni e violenze psicologiche subite nel tempo, anche in presenza di terze persone. A supporto dell’accusa sono stati ascoltati anche familiari e amici della coppia.
L’inchiesta per concussione si concentra inoltre su alcune registrazioni effettuate dall’ex assessore comunale Tano Paglialunga, oggi considerato uno dei principali testimoni. I contenuti, custoditi in un telefono e in un registratore sequestrati dai carabinieri, sono attualmente oggetto di accertamenti tecnici.
La vicenda continua ad alimentare il dibattito politico e mediatico, con possibili ripercussioni anche sugli equilibri della giunta regionale guidata da Antonio Decaro.

