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Bari, la lettera di De Laurentiis apre al cambiamento ma non alla cessione: il futuro resta un rebus

16 Giugno 2026
– Autore: Claudia Santoro
16 Giugno 2026
– Autore: Claudia Santoro

La lettera inviata da Luigi De Laurentiis al sindaco di Bari, Vito Leccese, rappresenta il documento politico e societario più rilevante degli ultimi mesi nella complessa vicenda della SSC Bari. Dopo settimane di tensioni istituzionali e richieste di chiarezza il presidente biancorosso ha risposto formalmente ai tre punti posti dal primo cittadino.

Una risposta che contiene aperture significative ma che lascia ancora irrisolti alcuni interrogativi fondamentali. Se da un lato la proprietà annuncia un nuovo management, il coinvolgimento di advisor internazionali e l’apertura a nuovi investitori, dall’altro evita accuratamente di assumere l’impegno che gran parte della piazza attendeva: dichiarare esplicitamente la propria uscita dalla società.

Il primo elemento di novità riguarda la nomina di Pierpaolo Marino come direttore generale. De Laurentiis gli affida due obiettivi: riportare il Bari in Serie A e accompagnare il club verso il superamento della multiproprietà. Sulla carta, un segnale forte. La figura di Marino è di grande esperienza ed autorevolezza nel panorama calcistico nazionale.

Tuttavia emerge un elemento di criticità: la lettera non chiarisce quali saranno i reali poteri del nuovo DG. Marino sarà il vero uomo forte dell’area sportiva e societaria o un semplice cambio di facciata? Sul secondo punto si concentra la questione più delicata. Il presidente del Bari annuncia il coinvolgimento di advisor specializzati nel calcio internazionale e la creazione di una Data Room. Dal punto di vista tecnico si tratta di abituali strumenti utilizzati nelle operazioni di acquisizione societaria.

Il linguaggio utilizzato però lascia spazio a interpretazioni differenti. In nessun passaggio compare un impegno esplicito alla cessione della società. Un’assenza tutt’altro che casuale. Tra i passaggi più significativi del documento vi è quello in cui si legge: «L’obiettivo è l’ingresso di nuovi soci anche prima delle scadenze fissate dalle norme federali».

L’ingresso di nuovi soci potrebbe tradursi si nell’acquisto di una quota di minoranza, in un aumento di capitale o nell’arrivo di un socio industriale strategico ma parlare di una nuova compagine societaria non coincide con l’arrivo di una nuova proprietà. In termini giuridici, potrebbe alludere ad una diversa composizione dell’assetto societario. 

La parte più concreta della comunicazione riguarda il coinvolgimento di advisor professionali e la predisposizione della Data Room ove mancano però informazioni essenziali: non vengono indicati i nomi delle società incaricate, il numero degli investitori coinvolti, lo stato effettivo delle trattative, né una tempistica per la conclusione del percorso. In sostanza, la città viene informata dell’esistenza di un processo ma non delle sue reali prospettive.

Se pur vero che per la prima volta vengono messi nero su bianco alcuni elementi concreti dall’altro lato il documento evita accuratamente il punto che più interessa: il destino personale dell’attuale proprietà. La lettera parla di nuovi soci, di una nuova compagine societaria e del superamento della multiproprietà ma non di cessione totale. Questa, una differenza sostanziale.