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Truffa a Bari, fondi Covid ottenuti senza requisiti: 19 indagati. Il 61enne Vito Di Cosola ai domiciliari – NOMI

23 Giugno 2026
– Autore: Raffaele Caruso
23 Giugno 2026
– Autore: Raffaele Caruso

La Procura di Bari ha chiuso le indagini nei confronti di 19 persone accusate, a vario titolo, di malversazione ai danni dello Stato, autoriciclaggio, evasione fiscale e reati legati alla crisi d’impresa.

L’inchiesta della Guardia di Finanza avrebbe portato alla scoperta di un presunto sistema fraudolento finalizzato a ottenere indebitamente finanziamenti pubblici garantiti dallo Stato durante l’emergenza Covid-19. Secondo gli investigatori, un imprenditore barese avrebbe creato e gestito 18 società, con l’aiuto di familiari e prestanome, per presentare richieste di finanziamento corredate da documentazione falsa e per emettere fatture relative a operazioni inesistenti.

Le somme ottenute sarebbero poi state trasferite agli indagati o prelevate in contanti. Nell’ambito dell’inchiesta sono stati sequestrati beni per oltre 622mila euro, che si aggiungono a precedenti sequestri per circa 1,2 milioni. Agli arresti domiciliari è finito Vito Di Cosola, 61 anni, ritenuto dagli inquirenti l’ideatore del presunto sistema.

Gli indagati sono Vito Di Cosola, 61 anni e la moglie Tiziana Di Chio, 56 anni, la figlia Marika Di Cosola, 33 anni e il compagno Fabrizio Romito, 35 anni, Luciano Ney, 43 anni, di Bari, Pietro Pantaleo, 41 anni, di Bari, Domenico Schettini, 45 anni, di Bitonto, Giuseppe Amoruso, 46 anni, di Torino, Filippo Maldarella, 23 anni, di Bari, Andrea Cassano, 30 anni, di Bari, Michele Partipilo, 42 anni, di Bari, Demetrio Trasarti, 70 anni, di Rapagnano, Tommaso Ventrella, 63 anni, di Triggiano, Luigi Liaci, 40 anni, di Triggiano, Nicola Angelini, 71 anni, di Fasano, Francesco Loprino, 40 anni, di Bari, Gianluigi Passiatore, 49 anni, di Bari, Daniel Maruntelu, 43 anni, rumeno.