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Gravina, confermata in Appello la condanna per l’omicidio di Pietro Capone: 14 anni a Gaetano Scalese

23 Giugno 2026
– Autore: Raffaele Caruso
23 Giugno 2026
– Autore: Raffaele Caruso

La Corte di Assise di Appello di Bari ha confermato la responsabilità dell’imprenditore gravinese Gaetano Scalese per l’omicidio volontario aggravato di Pietro Capone, il 49enne noto come “paladino della legalità” per il suo impegno contro l’abusivismo edilizio. I giudici hanno ridotto la pena da 15 anni e 4 mesi a 14 anni di reclusione, dichiarando prescritto il reato di porto abusivo di arma.

Secondo la ricostruzione accusatoria, la sera del 10 marzo 2014 Scalese avrebbe seguito Capone in auto mentre rientrava a casa, uccidendolo con due colpi di pistola alla testa, uno alla nuca e un secondo quando la vittima era già a terra. Alla base del delitto vi sarebbe stato un lungo contenzioso legato a un manufatto edilizio che sconfinava su un terreno di proprietà di Capone.

Arrestato nel giugno 2019, quasi cinque anni dopo l’omicidio, Scalese è tornato libero circa un anno fa. Dopo le condanne nei primi due gradi di giudizio, la Cassazione aveva annullato con rinvio la sentenza nel febbraio 2025. L’Appello bis ha però nuovamente confermato la colpevolezza dell’imputato. La difesa, dopo il deposito delle motivazioni previsto entro 90 giorni, valuterà un nuovo ricorso in Cassazione.