Il tribunale del Riesame per i minorenni ha confermato la permanenza negli istituti penali dei quattro minori accusati dell’omicidio di Bakari Sako, il bracciante agricolo di 35 anni ucciso all’alba del 9 maggio scorso in piazza Fontana, nella Città Vecchia di Bari.
Nelle motivazioni dell’ordinanza, i giudici spiegano che il delitto non può essere attribuito esclusivamente alle coltellate inferte da uno degli indagati, ma rappresenta «il risultato dell’azione congiunta di tutti i concorrenti». Pur riconoscendo il ruolo determinante dei fendenti, il collegio evidenzia che la morte sarebbe compatibile anche con un violento trauma toracico riportato durante l’aggressione di gruppo.
Secondo il tribunale, quindi, l’omicidio va ricondotto alla condotta collettiva dei quattro minori e non soltanto all’azione materiale di chi ha sferrato le coltellate.

