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Sparatorie a Bari, le madri implorano i figli di lasciare i clan: “Non voglio piangerti al cimitero”

28 Luglio 2026
– Autore: Raffaele Caruso
28 Luglio 2026
– Autore: Raffaele Caruso

“Quando vai a trovarti un lavoro, togliti da questa storia”. È il drammatico appello che la madre di Gabriele Muserra, il giovane ferito a colpi di pistola il 14 aprile scorso in un agguato tra via Dante e via Ravanas, nel quartiere Libertà di Bari, avrebbe rivolto al figlio nel tentativo di convincerlo ad allontanarsi dagli ambienti della criminalità organizzata.

Le intercettazioni emergono nell’ambito dell’inchiesta che ha portato il gip di Bari a disporre la custodia cautelare nei confronti di Antonio Strambelli, 33 anni, e Ignazio Raggi, 21, ritenuti coinvolti negli agguati avvenuti nei quartieri Libertà e Carrassi. “Ora è andata bene, la prossima volta te ne vai al cimitero”, dice ancora la donna, sperando che l’attentato subìto possa rappresentare un punto di svolta per il figlio.

Analoga preoccupazione emerge anche dalla madre di Ignazio Raggi, che avrebbe segnalato alle autorità un post pubblicato su TikTok con la foto del figlio accompagnata dalla frase: “A San Nicola non penso arrivo, verrò crivellato prima”.

Secondo la Procura di Bari, le due vicende evidenziano il ruolo delle madri, descritte come donne profondamente preoccupate per il destino dei propri figli e impegnate a convincerli ad abbandonare il contesto mafioso prima che sia troppo tardi.