Il Tribunale del Riesame di Bari ha confermato la custodia cautelare in carcere per sette dei venti arrestati nell’inchiesta della Guardia di Finanza che ha portato alla luce un presunto sistema di riciclaggio di denaro riconducibile ai clan mafiosi Diomede e Mercante attraverso sale giochi e videolottery.
Respinti i ricorsi delle difese di Adolfo Antonicelli, Alessandro De Biasi, del commercialista Sergio Petrosino e di Massimiliano Snidar, oltre ad Antonio Monno, Roberto Boccasile e Antonio Ripoli. I primi sono accusati, a vario titolo, di associazione a delinquere aggravata dal metodo mafioso, riciclaggio e altri reati legati alla gestione illecita del settore dei giochi e delle scommesse. Gli ultimi tre rispondono invece di un’aggressione ai danni di un detenuto nel carcere di Lecce, ritenuto vicino a una possibile collaborazione con la giustizia.
L’indagine coinvolge complessivamente 116 persone. Secondo gli investigatori, l’organizzazione avrebbe favorito gli interessi dei clan mafiosi nel tessuto economico barese, utilizzando sale giochi e videolottery per riciclare proventi illeciti. Tra i sistemi contestati anche la compravendita di ticket vincenti, formalmente intestati a prestanome o affiliati ai clan, per giustificare la provenienza di ingenti somme di denaro di origine illecita.

