La vicenda della 18enne sudamericana che, secondo l’accusa, sarebbe stata violentata e rapinata da un gruppo di giovani a Bari si sposta sui social. Dopo gli arresti, su TikTok sarebbero comparsi due profili utilizzati per una campagna denigratoria e intimidatoria nei confronti di due ragazzi coinvolti nella vicenda, uno dei quali si trova in carcere.
I fatti contestati risalgono alla notte tra il 16 e il 17 marzo scorso. La giovane, dopo aver pubblicato un annuncio su un sito di incontri, sarebbe stata contattata da uno dei ragazzi e accompagnata in un’abitazione del quartiere Japigia, dove avrebbe dovuto incontrare un giovane agli arresti domiciliari.
Secondo la denuncia, la situazione sarebbe però degenerata: la 18enne sarebbe stata aggredita, minacciata con una pistola, costretta a salire in auto e violentata da due dei giovani presenti. Le sarebbero stati inoltre sottratti 50 euro e il cellulare, dopo averla costretta a fornire il codice di sblocco. La ragazza sarebbe stata poi abbandonata all’alba, sotto la pioggia, nelle campagne di Monopoli, riuscendo successivamente a raggiungere un panificio e a chiedere aiuto.
Dopo gli interrogatori di garanzia, durante i quali sarebbe emerso anche un possibile scambio di persona per uno degli arrestati, la vicenda è approdata su TikTok. Sui due profili comparirebbero i volti di uno degli indagati e di un quinto giovane, che secondo la versione della vittima avrebbe invece tentato di aiutarla.
Nei video ricorrerebbero riferimenti a presunti “pentiti”, inviti a “volare a Roma”, immagini associate alle forze dell’ordine e canzoni neomelodiche con allusioni a chi avrebbe parlato con gli investigatori. Un episodio che riaccende i riflettori sull’uso dei social come strumento di intimidazione e pressione, fenomeno già emerso in diverse indagini condotte dalla Procura di Bari.

