Telefonate insistenti, appostamenti e tentativi di entrare nell’abitazione dell’ex compagna: sono le condotte contestate a un 53enne, rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Bari con l’accusa di atti persecutori.
La relazione tra l’uomo e la donna era iniziata nel 2022 e si era conclusa il 31 gennaio 2025. Secondo l’accusa, tra la fine di gennaio e il 12 febbraio, a Mola di Bari, l’uomo avrebbe continuato a cercare l’ex compagna con centinaia di telefonate: 366 chiamate complessive, tra cui 109 in un solo giorno e 124 il 10 febbraio.
Il 53enne avrebbe inoltre effettuato appostamenti nei pressi dell’abitazione della donna, suonando ripetutamente al citofono. L’11 febbraio, dopo averla attesa davanti al portone e ricevuto un rifiuto a entrare, avrebbe utilizzato le chiavi ancora in suo possesso per accedere all’edificio e raggiungere il piano dell’appartamento, continuando a suonare il campanello.
Le condotte contestate avrebbero provocato nella donna un persistente stato di ansia e paura, spingendola a modificare le proprie abitudini: avrebbe infatti iniziato a farsi accompagnare da un’amica anche per uscire e si sarebbe rivolta a uno psicologo.
Il gup Anna De Simone ha disposto il rinvio a giudizio dell’imputato davanti alla Seconda sezione penale del Tribunale di Bari. La donna e l’associazione Gens Nova Odv si sono costituite parti civili.

