Prosegue l’inchiesta sulle condizioni di sicurezza, sui controlli e sulle modalità con cui le regole vengono applicate nei diversi locali e spazi destinati al pubblico. Un tema che, negli ultimi mesi, ha interessato numerose realtà cittadine a Bari: le prescrizioni vengono applicate indistintamente a tutti gli spazi che ospitano eventi e pubblico?
La questione torna d’attualità anche alla luce di quanto accaduto quest’anno all’Arena ai Riciclotteri, interessata da numerosi controlli che, di fatto, hanno impedito il regolare svolgimento della stagione. Una situazione che si inserisce in un quadro più ampio: anche il Piccolo Teatro è stato costretto a interrompere la propria attività, mentre altre realtà hanno dovuto fare i conti con verifiche e prescrizioni che hanno inciso sull’organizzazione degli spettacoli.
Proprio per questo assume particolare interesse il caso dell’Expostostmoderno, spazio gestito da una realtà non profit e collocato su suolo pubblico. Il punto che intendiamo approfondire è se, in presenza di attività aperte al pubblico, vengano richiesti e verificati gli stessi requisiti e le stesse condizioni di sicurezza previsti per gli altri spazi destinati a spettacoli e manifestazioni.
Non si tratta di mettere in discussione l’attività culturale ospitata nello spazio, ma di capire quale sia il quadro normativo applicato e se esistano eventuali differenze rispetto alle altre strutture sottoposte ai controlli. Se le regole sono uguali per tutti, è necessario comprendere come vengano concretamente applicate. Se invece esistono regimi differenti, sarebbe altrettanto importante spiegare sulla base di quali norme.
C’è poi un secondo aspetto che merita un chiarimento: quello relativo alla natura non profit dell’organizzazione e alle modalità di accesso agli eventi. Se una realtà associativa organizza una proiezione o una manifestazione, pubblicizzandola e promuovendola anche all’esterno della propria cerchia di soci, quale disciplina si applica quando persone che non fanno abitualmente parte dell’associazione decidono di partecipare e si tesserano proprio in occasione dell’evento?
È una questione che riguarda non soltanto gli aspetti amministrativi, ma anche il rapporto con il libero mercato e con quelle attività che, operando nel settore dello spettacolo e dell’intrattenimento, sono soggette a specifici obblighi, autorizzazioni, controlli e costi.
Il tema, dunque, non è stabilire a priori chi abbia ragione o torto, ma chiedere chiarezza e uniformità nell’applicazione delle regole. Se un’attività aperta al pubblico deve rispettare determinati standard di sicurezza, questi dovrebbero essere verificabili e comprensibili. E se esistono deroghe, eccezioni o discipline specifiche per gli spazi gestiti da associazioni e realtà non profit, sarebbe utile che fossero spiegate pubblicamente.
Perché la sicurezza di chi assiste a uno spettacolo, a una proiezione o a un evento dovrebbe essere una questione comune, indipendentemente dal nome della struttura, dalla natura del gestore o dalla forma attraverso cui viene organizzata l’iniziativa.

