Ha confermato tutti e tre gli episodi contestati al sacerdote di 69 anni della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, arrestato alla fine di maggio con l’accusa di tentata violenza sessuale aggravata. Il 19enne, affetto da autismo e indicato come presunta vittima, è comparso davanti al gip Francesco Valente nell’ambito dell’incidente probatorio e, nel corso di un’audizione durata circa un’ora, ha ribadito la propria versione dei fatti.
Il sacerdote si trova tuttora agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Per verificare la genuinità delle dichiarazioni rese dal giovane e la sua capacità di testimoniare, il giudice ha affidato una consulenza alla psichiatra Silvia Olive, che dovrà depositare le proprie conclusioni entro 20 giorni. La capacità del 19enne di rendere testimonianza era già stata valutata positivamente nell’ambito di una precedente consulenza disposta dalla pm Erika Masetti.
Secondo quanto emerso dall’inchiesta, i presunti episodi sarebbero avvenuti tra il 30 novembre 2025 e l’8 maggio 2026. Il giovane, che non sarebbe stato un frequentatore abituale della chiesa, si sarebbe rivolto al sacerdote perché convinto di essere posseduto dal demonio e intenzionato a ricevere una benedizione sul corpo per allontanare quello che riteneva essere il male.
Il primo episodio risalirebbe al 30 novembre. Secondo la ricostruzione investigativa, durante un incontro nella sagrestia il sacerdote avrebbe utilizzato la scusa di cospargere il corpo del giovane con acqua santa per tentare un approccio sessuale. Il 19enne sarebbe stato inoltre invitato a non raccontare quanto accaduto, con il riferimento al presunto vincolo del “segreto confessionale”.
Un secondo episodio sarebbe avvenuto il 22 aprile. Anche in questo caso, secondo l’accusa, il sacerdote avrebbe condotto il giovane nel bagno della sagrestia e avrebbe tentato di abusare di lui. Al termine dell’incontro gli avrebbe inoltre detto di tornare qualora avesse avuto nuovamente bisogno del suo aiuto. Gli investigatori ritengono che gli episodi avrebbero avuto conseguenze particolarmente pesanti sul giovane, che avrebbe anche manifestato pensieri suicidari.
L’ultimo episodio contestato risale invece all’8 maggio. L’incontro era stato concordato dal 19enne insieme alle forze dell’ordine, nell’ambito degli accertamenti già avviati. Anche in questa circostanza, secondo la ricostruzione della Procura, il sacerdote avrebbe invitato il giovane a tornare in chiesa per ricevere una nuova benedizione.
A far scattare le indagini era stata la madre del 19enne, dopo aver raccolto le confidenze del figlio. Tra la metà e la fine di maggio la donna si era rivolta alla polizia e aveva denunciato il sacerdote, che in passato aveva anche svolto attività come insegnante di religione.
Sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori, la Procura aveva quindi chiesto e ottenuto dal gip la misura cautelare degli arresti domiciliari, motivata, secondo quanto riportato negli atti, dalla gravità delle condotte contestate e dal rischio di reiterazione del reato.
Il sacerdote, però, ha respinto le accuse. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia ha fornito una versione differente degli incontri con il giovane, spiegando che il 19enne avrebbe più volte manifestato intenzioni suicidarie perché riteneva la propria vita segnata dalla convinzione di essere posseduto dal demonio. Il sacerdote ha sostenuto di essersi offerto di effettuare una “benedizione speciale” sul corpo del ragazzo.
Restano quindi divergenti le ricostruzioni fornite dall’indagato e dal giovane. Nel frattempo, la Curia ha sospeso il sacerdote dalle sue funzioni, provvedimento sollecitato anche dalla difesa del parroco. Subito dopo l’arresto, la diocesi aveva espresso vicinanza e attenzione nei confronti del giovane e della sua famiglia, manifestando inoltre la propria disponibilità a verificare eventuali responsabilità.
L’incidente probatorio rappresenta ora un passaggio importante dell’inchiesta: la consulenza affidata alla psichiatra dovrà fornire al giudice elementi sulla capacità del 19enne di testimoniare e sulla genuinità delle sue dichiarazioni. Gli accertamenti della Procura proseguono per chiarire la dinamica dei fatti e valutare le diverse ricostruzioni emerse nel corso dell’indagine.

