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Casamassima, commerciante minacciato e aggredito per mesi. Denuncia e fa arrestare i suoi tre estorsori – I NOMI

25 Settembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso
25 Settembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Dalle richieste di ricariche telefoniche per un detenuto che utilizzava illegalmente uno smartphone in carcere, fino agli articoli da tabaccheria e alla richiesta di trasferire la proprietà dell’auto. Sarebbe stata una escalation di pressioni, minacce e aggressioni quella subita da un commerciante di Casamassima, che alla fine ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri.

Per questi fatti sono finiti in carcere, su ordinanza del gip Giuseppe De Salvatore, Antonio Pala, 49 anni, il figlio Vincenzo, 21 anni, e Pietro Evangelista, 20 anni. Le accuse, contestate a vario titolo, sono di tentata estorsione aggravata anche dalle modalità del metodo mafioso, ricettazione e calunnia. Due minorenni sono inoltre indagati per concorso in alcuni dei reati. Antonio Pala è ritenuto dagli investigatori affiliato al clan Palermiti di Japigia.

La denuncia è stata presentata alla fine del 2025. Il commerciante ha raccontato di conoscere Vincenzo Pala fin dall’infanzia e di aver iniziato a ricevere, dal settembre 2024, richieste sempre più insistenti. “Mi incontrava per strada e mi chiedeva con tono intimidatorio di fornire ricariche telefoniche e altri articoli”, avrebbe riferito agli investigatori.

La situazione sarebbe poi degenerata alla vigilia di Natale. Mentre si trovava in un bar con la sorella, il commerciante avrebbe visto Evangelista e altri due giovani danneggiare la sua auto. Quando si è avvicinato per chiedere spiegazioni, sarebbe stato aggredito con calci e pugni. L’aggressione sarebbe proseguita anche dopo l’arrivo dei vigili urbani. Uno dei minorenni avrebbe inoltre rivolto pesanti minacce alla sorella della vittima.

Nei giorni successivi sarebbero arrivate ulteriori intimidazioni. Vincenzo Pala, insieme ad alcune persone indicate come provenienti da Japigia, avrebbe rivolto al commerciante frasi minacciose, tra cui «Hai la data di scadenza». Alla sorella, invece, sarebbe stato fatto arrivare un avvertimento ancora più grave: «Se tuo fratello non paga, lo spariamo».

Di fronte alle pressioni, il commerciante ha scelto di non cedere e di rivolgersi alle forze dell’ordine. Le sue dichiarazioni hanno consentito ai carabinieri di raccogliere elementi poi trasmessi alla Direzione distrettuale antimafia.

Dopo la denuncia, Evangelista si sarebbe presentato a sua volta dai carabinieri, fornendo una versione diversa dell’accaduto e sostenendo che si fosse trattato di una semplice lite, scaturita – secondo il suo racconto – dal presunto comportamento della vittima nei confronti di un suo parente disabile. Una ricostruzione che gli investigatori hanno ritenuto rilevante anche ai fini dell’accusa di calunnia.