Quattro incendi in pochi giorni nel quartiere San Girolamo, a Bari, riaccendono le preoccupazioni dei residenti per la sicurezza e il degrado del waterfront. A denunciare la situazione è Beppe Caldarulo, responsabile della Scuola Surf Bari, colpita da un rogo nella notte tra domenica e lunedì.
Le fiamme hanno danneggiato anche attrezzature utilizzate per le attività sportive ed educative rivolte a bambini e famiglie. La struttura conta oltre 700 iscritti. Secondo Caldarulo, gli episodi sarebbero riconducibili a un gruppo di giovanissimi che accenderebbe fuochi, danneggerebbe strutture e sfreccerebbe sul lungomare con monopattini e motorini, mettendo a rischio i pedoni.
Un altro incendio si era verificato sabato sera nei locali utilizzati dagli scout della parrocchia di San Girolamo, durante la festa patronale, dopo l’esplosione di alcuni petardi. Il rogo aveva distrutto materiali e attrezzature, costringendo a interrompere i festeggiamenti.
Ieri mattina il sindaco di Bari Vito Leccese ha incontrato il parroco di San Girolamo don Pasquale Zecchini e ha effettuato un sopralluogo nell’area interessata dall’incendio. Le fiamme hanno interessato uno spazio utilizzato dagli scout, provocando danni alle attrezzature e al materiale custodito al suo interno. L’incendio si è sviluppato mentre era in corso uno spettacolo organizzato nell’ambito dei festeggiamenti con il sostegno del Municipio attraverso i fondi stanziati per le feste patronali.
“Ho incontrato don Pasquale per esprimergli personalmente la vicinanza dell’amministrazione comunale e ringraziare la parrocchia per il lavoro che quotidianamente svolge in questo quartiere. Quanto accaduto è grave e non può essere minimizzato: chi ha appiccato quelle fiamme deve comprendere la pericolosità e le conseguenze del proprio gesto. Ma sapere che a compierlo sono stati dei giovanissimi ci impone di andare oltre la semplice condanna. È proprio lì che deve esserci l’amministrazione. Dobbiamo arrivare prima che quei ragazzi scelgano la strada sbagliata, non limitarci a intervenire dopo. La riqualificazione dell’area prevista con il progetto di ARCA è importante, ma da sola non basta: possiamo riqualificare uno spazio, ma dobbiamo contemporaneamente prenderci cura della comunità che lo vive. Per questo vogliamo rafforzare sin da subito la nostra presenza e la rete sociale del quartiere, insieme al Municipio, alla parrocchia, alle scuole, alle associazioni e a tutte le realtà che ogni giorno lavorano con i più giovani. San Girolamo non ha bisogno soltanto di nuovi spazi: ha bisogno che quegli spazi siano vissuti, presidiati e riempiti di opportunità. Ed è su questo che dobbiamo assumerci fino in fondo la nostra responsabilità”.

