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Caporalato, materiale scadente e mazzette nei cantieri dell’alta velocità Napoli-Bari: scattano arresti e sequestri

29 Settembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso
29 Settembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso

La Guardia di Finanza di Napoli ha notificato 20 misure cautelari nei confronti di imprenditori e pubblici ufficiali nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità nei lavori per la linea ferroviaria ad Alta Velocità Napoli-Bari. Le accuse, a vario titolo, comprendono corruzione, caporalato ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Il provvedimento, disposto dal gip su richiesta della Procura, prevede 10 arresti domiciliari, 7 obblighi di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria e 3 sospensioni. Al centro dell’indagine ci sono le tratte Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e Frasso Telesino-Telese-San Lorenzo-Vitulano.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe emerso un sistema di presunti accordi corruttivi tra imprenditori e pubblici ufficiali per agevolare l’affidamento delle commesse, la contabilizzazione dei lavori e i controlli nei cantieri. In cambio sarebbero stati consegnati denaro, orologi di pregio, telefoni, vacanze e altri regali. Le mazzette sarebbero state nascoste anche all’interno di confezioni natalizie e panettoni.

Un altro filone riguarda lo sfruttamento di 34 lavoratori egiziani nel cantiere di Grottaminarda, sottoposti, secondo l’accusa, a turni fino a 20 ore, con appena tre o quattro ore di riposo, paghe inferiori ai minimi contrattuali e presunte violazioni delle norme sulla sicurezza.

Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato criticità nella qualità del calcestruzzo utilizzato per alcune opere, con valori di resistenza inferiori a quelli previsti dal progetto. In un caso, le verifiche avrebbero portato al blocco dei lavori.

Infine, l’inchiesta avrebbe fatto emergere irregolarità nella gestione dei materiali di scavo, con presenze di tracce di amianto in materiali smaltiti come rifiuti non pericolosi, e un presunto sistema di fatture false utilizzato per generare disponibilità di contante, destinato anche alle dazioni corruttive.

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