Lieto fine per Fares Alfarra, lo studente palestinese di 21 anni iscritto a Scienze politiche all’Università di Bari, che aveva smarrito il proprio borsello domenica 27 settembre su un treno Intercity diretto a Lecce. Il suo appello, condiviso sui social e rilanciato da numerose persone in tutta Italia, ha finalmente dato i suoi frutti.
Nel borsello, dimenticato dopo essere sceso alla stazione di Molfetta, dove vive, c’erano 250 euro, un caricatore e un power bank, ma soprattutto il permesso di soggiorno e i documenti necessari per consentire ai suoi genitori e al fratellino, ancora bloccati a Gaza, di raggiungerlo in Italia.
Dopo giorni di ricerche senza esito, la mobilitazione della rete ha permesso di ritrovare l’oggetto. Alfarra ha annunciato la notizia attraverso una storia su Instagram, ringraziando tutte le persone che gli sono state accanto. Tra queste, Anna Giada Altomare e il team del progetto Fiori dai Cannoni, che sostiene gli studenti palestinesi attraverso corridoi umanitari e borse di studio nelle università italiane.
Un ringraziamento particolare è andato anche al professor Tomaso Montanari, che ha contribuito a diffondere l’appello, ai colleghi della casa editrice Another Coffee Stories e all’Università di Bari, che si era attivata per fornirgli indicazioni su come recuperare rapidamente i documenti in caso di mancato ritrovamento.
Lo studente si recherà ora dai carabinieri, accompagnato da un referente del progetto, per recuperare il borsello e verificare che il contenuto sia ancora integro. La speranza è soprattutto quella di ritrovare i documenti fondamentali per il ricongiungimento con la sua famiglia.
«Questa storia mi ha fatto capire ancora una volta quanto possa essere potente una comunità quando decide di aiutare qualcuno», ha scritto Alfarra, sottolineando come la solidarietà ricevuta gli abbia restituito anche un po’ di speranza per i suoi cari.

