È approdata davanti al Tribunale per i Minorenni di Bari la complessa vicenda di un bambino di due anni, nato negli Stati Uniti e al centro di una disputa internazionale tra i genitori separati. Il piccolo, oggi collocato in una comunità su disposizione dei giudici baresi, è stato portato dalla madre prima in Germania e poi in Puglia, nonostante i provvedimenti delle autorità giudiziarie statunitensi e tedesche che ne disponevano il rientro in Texas dal padre.
La vicenda è iniziata nel 2025, quando la madre, tedesca, avrebbe lasciato il Texas senza informare l’ex compagno, portando con sé il figlio. I giudici della Contea di Travis avevano successivamente disposto il rientro del minore negli Stati Uniti. Un provvedimento analogo è arrivato anche dalla magistratura tedesca nella primavera del 2026. Ad agosto, però, due tentativi di esecuzione del provvedimento, con l’intervento della polizia e dei servizi per la tutela dei minori, sono falliti perché la donna e il bambino risultavano irreperibili. In Germania è quindi scattata una denuncia per sottrazione di minore.
Il 2 settembre scorso la donna si è presentata con il figlio in un centro antiviolenza della provincia di Foggia, chiedendo accoglienza. Informato dell’esistenza dei procedimenti pendenti negli Stati Uniti e in Germania, il Tribunale per i Minorenni di Bari ha disposto il collocamento temporaneo del bambino in una comunità.
Il padre, arrivato in Puglia dal Texas nelle scorse settimane e assistito dall’avvocato Fabio Campese, ha avviato una nuova battaglia giudiziaria in Italia. Chiede che il figlio gli venga restituito e possa tornare negli Stati Uniti oppure, in alternativa, di poterlo finalmente rivedere dopo quasi un anno e mezzo di lontananza.

