Giuditta D’Elia ha pubblicato sul proprio account Instagram il video dell’aggressione subita il 23 luglio 2026 al parco Rossani di Bari. Le immagini delle videocamere di sorveglianza mostrano una bambina che le spruzza dell’acqua, la reazione della giovane e la successiva aggressione da parte di alcuni adulti.
Per la vicenda è indagata la 32enne Angela Memoli, addetta alle pulizie del bagno del parco dove la ragazza voleva recarsi. Dopo gli arresti domiciliari, la donna è finita a processo. D’Elia ha riportato un trauma cranico minore e una frattura scomposta delle ossa nasali.
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«La responsabilità soggiace nel non piegarsi alle ingiustizie, è così che girando la testa uno schizzo d’acqua diventa questo», scrive la 26enne, sottolineando l’importanza dell’educazione alla violenza, sia per evitare di compierla sia per sapere come reagire quando la si subisce.
«Preferisco rompermi la testa piuttosto che girarla: l’abuso di potere, l’unione che fa la forza ma solo per fare male, la violenza in ogni sua forma mi causeranno sempre un video e un cuore sanguinante», aggiunge.
D’Elia racconta poi di non essere stata l’unica vittima di vessazioni quel giorno: «Non sono stata l’unica a subire il gavettone, non sono stata l’unica a subire vessazioni verbali, non sono stata l’unica a cui l’accesso ai servizi è stato impedito. Sono stata l’unica però a rifiutarmi ad accettare una tale ingiustizia sociale».
E conclude: «Io però, caro tribunale sociale, non ho picchiato proprio nessuno. Ho rincorso colei che aveva provato a danneggiare i miei averi personali». Poi l’appello: «Riscopriamoci umani, riscopriamoci comunità. Lottiamo per la giustizia, lottiamo per l’educazione, lottiamo per l’amore».

