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Taranto, abbandonò il figlio neonato accanto a un cassonetto: condanna confermata per la 25enne Ana Kiladze

8 Ottobre 2026
– Autore: Raffaele Caruso
8 Ottobre 2026
– Autore: Raffaele Caruso

La Corte d’Appello di Taranto ha confermato la condanna a due anni di reclusione per Ana Kiladze, 25enne di origine georgiana, accusata di aver abbandonato il figlio appena nato nell’agosto 2023.

La giovane aveva partorito da sola, nel bagno dell’abitazione in cui lavorava come badante, dopo aver nascosto la gravidanza e seguendo le indicazioni di un tutorial sul parto. Dopo la nascita aveva lavato il bambino, lo aveva avvolto in un telo pulito e sistemato in un borsone insieme a un orsacchiotto, lasciandolo accanto a un cassonetto in via Pisanelli, nel centro di Taranto.

Il neonato, poi chiamato Gabriel, venne trovato e soccorso. La madre fu identificata alcuni giorni dopo e avviò le procedure per riconoscerlo, chiedendo anche di poterlo allattare.

Nel dicembre 2024, con rito abbreviato, Kiladze era stata assolta dall’accusa di tentato infanticidio e condannata a due anni per abbandono di minore, contro i sei anni richiesti dalla Procura. In aula aveva spiegato di non aver mai voluto che il figlio morisse e di essere terrorizzata all’idea di perdere il lavoro e di essere denunciata per aver lasciato l’anziana che assisteva.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco Zinzi, aveva evidenziato anche il cambiamento della situazione della donna: oggi vive con il figlio in una comunità, lavora con un contratto a tempo indeterminato in una macelleria e sta regolarizzando la propria posizione in Italia, continuando inoltre a sostenere la prima figlia rimasta in Georgia.

Elementi che, secondo la difesa, avrebbero dovuto portare a una revisione della condanna. La Corte d’Appello, però, ha confermato la sentenza di primo grado: due anni per l’abbandono del neonato.