Nuovi particolari emergono dall’inchiesta della Procura di Trani su don Vito Martinelli, il parroco 56enne di Corato arrestato e posto ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso dell’autorità nei confronti di un giovane che aveva intrapreso il percorso per diventare sacerdote. Le contestazioni riguardano episodi che sarebbero avvenuti tra il 2022 e il 2025, sia durante alcuni spostamenti in auto sia all’interno degli ambienti parrocchiali.
Secondo la ricostruzione degli investigatori della Squadra mobile di Bari, coordinati dalla Procura di Trani, i presunti abusi si sarebbero consumati anche nella sacrestia e nell’ufficio della parrocchia Sacro Cuore di Gesù, di cui Martinelli è stato parroco fino allo scorso anno. Tra i luoghi indicati negli atti figurerebbero anche l’uscita posteriore dell’edificio e gli spazi esterni della struttura, soprattutto dopo la chiusura, quando il sacerdote sarebbe rimasto da solo con il giovane.
La presunta vittima, oggi 23enne, aveva conosciuto Martinelli nel 2018, mentre si preparava a ricevere la cresima. Nel corso degli anni, tra i due si sarebbe instaurato un rapporto di fiducia, con il sacerdote diventato per il ragazzo un punto di riferimento spirituale, tanto da essere considerato una sorta di «padre spirituale». Un legame che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stato sfruttato per compiere le condotte contestate.
Tra gli episodi ricostruiti dagli inquirenti ci sarebbe quello avvenuto nel 2022, quando il giovane aveva appena compiuto 18 anni. Durante un viaggio in auto verso Acquaviva, il sacerdote avrebbe iniziato a toccarlo contro la sua volontà, passando dall’interno coscia fino alla zona dell’inguine. Il ragazzo avrebbe raccontato che situazioni analoghe si sarebbero ripetute durante diversi spostamenti, sia all’andata sia al ritorno. Sempre secondo la sua testimonianza, quando cercava di opporsi, Martinelli avrebbe reagito con il silenzio e atteggiamenti sprezzanti.
Nel racconto reso agli investigatori, il giovane avrebbe riferito anche di altri episodi avvenuti in automobile, durante i quali il sacerdote avrebbe tentato di baciarlo con la forza e avrebbe compiuto ulteriori atti sessuali. Il ragazzo avrebbe descritto il proprio stato d’animo come caratterizzato da forte disagio, umiliazione e sofferenza psicologica. In una circostanza, dopo quanto sarebbe accaduto, il sacerdote gli avrebbe comprato un gelato. Nonostante gli episodi denunciati, Martinelli avrebbe continuato ad aiutarlo nel percorso per entrare in seminario. Non sarebbero mancati neppure schiaffi sul volto e spintoni contro il muro. A riportarlo il Corriere della Sera.
Nella ricostruzione della Procura compare anche il riferimento a presunte pressioni sulla sfera personale del giovane. Secondo quanto dichiarato dal ragazzo, il sacerdote lo avrebbe invitato a rivolgersi a uno psicologo per far emergere quella che, a suo dire, sarebbe stata una sua latente omosessualità. Una circostanza che si inserisce nel quadro delle dichiarazioni raccolte durante le indagini e che dovrà essere valutata nell’ambito del procedimento giudiziario.
La vicenda era emersa nell’autunno del 2025, quando il giovane aveva deciso di confidarsi con il nuovo parroco del Sacro Cuore. I fatti sarebbero stati quindi riferiti all’arcivescovo. La denuncia formale risale alla fine di novembre dello stesso anno, periodo in cui l’arcidiocesi di Trani aveva già disposto il trasferimento di Martinelli al duomo di Corato. Successivamente, il sacerdote era stato sospeso dalle attività pastorali, mentre la diocesi aveva avviato un’indagine interna per approfondire le accuse.
Il provvedimento dei domiciliari è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari, che, secondo quanto riportato negli atti, avrebbe definito le condotte contestate «seriali non occasionali». Il sacerdote è comparso il 13 ottobre davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia, assistito dal suo legale, l’avvocato Rinaldo Alvisi.
Sulla vicenda è intervenuta anche l’arcidiocesi di Trani. L’arcivescovo Leonardo D’Ascenzo ha espresso «profondo dolore e sconcerto» per i fatti contestati, manifestando vicinanza alla presunta vittima e alla sua famiglia. L’inchiesta dovrà ora fare chiarezza sulle circostanze denunciate e sulle responsabilità eventualmente accertabili. Le contestazioni nei confronti di don Martinelli restano accuse da verificare nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza.

