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Mafia a Bari e Canosa: nuovi arresti per l’omicidio di Ivan Lopez e la lupara bianca di Sabino Selvarolo – I NOMI

22 Ottobre 2026
– Autore: Raffaele Caruso
22 Ottobre 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Una duplice operazione con arresti contro i presunti responsabili a vario titolo di due omicidi di mafia commessi nel 2021 a Canosa di Puglia e a Bari è stata compiuta questa mattina con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Bari ed eseguita dai carabinieri del comando provinciale e dalle questure di Bari e Bat, con il supporto della Sisco di Bari e del Commissariato di Canosa.

Due degli arresti riguardano presunti mandante ed esecutore materiale dell’omicidio di Sabino Selvarolo, l’uomo di 41 anni scomparso nel nulla a Canosa di Puglia cinque anni fa.

Si tratta di Sabino Carbone, 46enne di Canosa già in carcere, e Claudio Pellegrino, destinatari di un provvedimento di custodia cautelare emesso dal Tribunale di Bari su richiesta della Dda ed eseguito dalla Polizia. Rispondono, assieme, a due presunti complici ora indagati, di omicidio e occultamento di cadavere.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini Selvarolo sarebe stato ucciso perchè pretendeva soldi da Carbone minacciandolo altrimenti di rivelare alle forze dell’ordine suoi “affari illeciti pregressi”. Gli altri due arrestati dai carabinieri sono Antonio Manzari di 39 anni, e il 26enne Francesco Martiradonna accusati di concorso in omicidio pluriaggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso, detenzione e porto illegale di arma da fuoco.

Sono accusati dell’omicidio di Ivan Lopez, l’uomo di 32 anni ucciso il 29settembre di cinque anni fa mentre rientrava a casa nel quartiere San Girolamo su un monopattino. La vittima, raggiunta da nove colpi di arma da fuoco, era vicina secondo l’accusa al clan Strisciuglio, operativo nei quartieri San Paolo e San Girolamo, e il suo assassinio sarebbe stato compiuto per agevolare l’associazione mafiosa-camorristica riconducibile al gruppo dei Capriati, attiva a Bari vecchia, e quella dei Parisi-Palermiti del rione Japigia. I due indagati, Manzari assistito dall’avvocato Francesco Saverio Digilio e Martiradonna da Valeria Volpicella, sono in carcere.