Proseguono le indagini sulla morte di Antimo Mazzotta, il 78enne originario di Squinzano trovato ieri senza vita in un pozzo nella sua abitazione di campagna alla periferia di Torre Rinalda, nel Leccese. Gli investigatori ritengono che l’anziano sia stato ucciso, ma restano da chiarire l’identità dell’assassino e il movente.
Tra gli elementi raccolti dai carabinieri figurano un foro sul naso, compatibile con l’utilizzo di una pistola di piccolo calibro o di un cacciavite, e la scomparsa del portafogli della vittima e del dispositivo di registrazione delle telecamere di videosorveglianza.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’omicida avrebbe agito conoscendo l’abitazione e le abitudini dell’anziano. Dopo averlo ucciso davanti al portone d’ingresso, avrebbe trasportato il corpo su un carrellino, successivamente sequestrato, per poi gettarlo nel pozzo all’interno della proprietà.
Gli inquirenti stanno valutando diverse piste, senza escludere quella economica. Sono in corso verifiche sui conti bancari della vittima per individuare eventuali movimenti sospetti nelle ore precedenti alla morte. Al vaglio anche la testimonianza di un rider che avrebbe udito una discussione telefonica particolarmente accesa tra Mazzotta e un interlocutore. A riportarlo è La Repubblica.
Resta aperta anche l’ipotesi di una rapina finita nel sangue, nonostante dall’abitazione non risultino sottratti altri beni oltre al portafogli e al dispositivo di videosorveglianza. Per approfondire il quadro investigativo, i carabinieri hanno disposto accertamenti sul telefono cellulare e sul computer dell’anziano.
Nella mattinata di oggi, i militari e i vigili del fuoco sono tornati nella villetta per un nuovo sopralluogo, scandagliando anche il pozzo alla ricerca dell’arma del delitto, senza trovare ulteriori elementi utili. Un contributo decisivo potrebbe arrivare dall’autopsia, affidata al medico legale Alberto Tortorella e prevista per venerdì.
A dare l’allarme erano stati alcuni operai impegnati nella manutenzione del verde, contattati da un amico dell’anziano che non riusciva a raggiungerlo. Dopo aver trovato il cancello chiuso e non aver ricevuto risposta al citofono, i lavoratori hanno chiamato i soccorsi. Poco dopo, la tragica scoperta del corpo nel pozzo.

