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Estorsioni con il metodo del “cavallo di ritorno” e rapine a mano armata: arrestati due tunisini ad Altamura

3 Novembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso
3 Novembre 2026
– Autore: Raffaele Caruso

Rapina a mano armata, estorsione e tentata estorsione sono le accuse contestate a due cittadini tunisini di 27 e 28 anni, senza fissa dimora, arrestati dai carabinieri ad Altamura. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra gennaio e settembre scorsi.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 28enne avrebbe compiuto ripetuti furti in un minimarket, arrivando a minacciare e aggredire il titolare e i dipendenti. In un’occasione avrebbe anche sottratto e distrutto il cellulare di un tecnico presente nell’attività, per impedire l’acquisizione delle immagini delle telecamere di sorveglianza.

L’episodio più grave risalirebbe alla notte tra il 10 e l’11 settembre, quando i due avrebbero aggredito tre ragazzi per strada, impossessandosi dei loro smartphone. In particolare, il 27enne avrebbe puntato una mannaia alla gola di una delle vittime per costringerla a fornire il codice di sblocco del telefono, chiedendo successivamente denaro per restituirlo, secondo il cosiddetto metodo del “cavallo di ritorno”.

Le indagini sono scattate dopo la denuncia delle vittime. I carabinieri hanno identificato i presunti responsabili grazie alle testimonianze e all’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. I due uomini sono stati rintracciati e arrestati. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono stati condotti nel carcere di Bari.