Nuovo arresto nell’inchiesta sull’omicidio di Francesco Diviesti, il giovane di Barletta ucciso il 25 aprile 2025. Nella mattinata del 4 novembre, la Direzione Investigativa Antimafia di Bari e la Squadra Mobile di Andria hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un pregiudicato di Minervino Murge, ritenuto gravemente indiziato di concorso in omicidio premeditato, distruzione e occultamento di cadavere e porto illegale di armi.
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe fornito sostegno logistico ai tre presunti esecutori materiali, già arrestati nell’ambito dell’operazione del 26 maggio, sia durante l’omicidio sia nelle successive fasi di occultamento delle armi e distruzione del corpo. Il provvedimento è stato disposto dal gip di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha riconosciuto le aggravanti della premeditazione e del metodo mafioso.
Le indagini, supportate anche dalle dichiarazioni di un aspirante collaboratore di giustizia, hanno ricostruito la dinamica del delitto. Diviesti sarebbe stato coinvolto in una colluttazione in un bar di Barletta la sera del 25 aprile, prima di essere condotto in una zona isolata dell’Alta Murgia, nell’agro di Canosa di Puglia. Qui sarebbe stato ucciso con cinque colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata. Il giorno successivo, il cadavere sarebbe stato bruciato all’interno di alcuni copertoni per eliminarne ogni traccia.
L’omicidio sarebbe maturato nell’ambito del controllo delle attività di spaccio di droga a Barletta. Secondo gli investigatori, il presunto mandante, un cittadino albanese già arrestato, avrebbe agito per affermare la propria supremazia criminale sul territorio.
L’inchiesta aveva già portato, lo scorso maggio, a provvedimenti cautelari nei confronti di 15 persone tra Italia e Albania, nell’ambito di una collaborazione investigativa internazionale sostenuta da Eurojust. Gli accertamenti avevano inoltre individuato un’organizzazione dedita al riciclaggio internazionale di denaro contante, capace di trasferire dall’Italia all’Albania un milione di euro in sei mesi.

