Tre anni di reclusione per Michele Schettino, imprenditore brindisino conosciuto come il “re delle Rsa”, e per il presunto braccio destro Giovanni Vurro, imprenditore barese. I due hanno patteggiato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Lecce per bancarotta fraudolenta legata alla gestione di alcune residenze sanitarie per anziani.
Il procedimento riguarda, in particolare, le strutture di Miggiano e San Donaci. Secondo l’accusa, Schettino avrebbe orchestrato un sistema di gestione volto a svuotare le società e ad acquisirne successivamente altre.
Le indagini della Guardia di finanza avrebbero documentato l’emissione di fatture per operazioni inesistenti attraverso società compiacenti, con una presunta distrazione di circa 250mila euro dalla società Grs. Le somme sarebbero state utilizzate anche per spese personali, tra cui soggiorni in alberghi, l’acquisto di una Mercedes e di un immobile a Carovigno destinato al figlio.
Per entrambi gli imputati il giudice ha disposto anche pene accessorie. L’inchiesta aveva già portato all’arresto di Schettino nel giugno scorso e aveva acceso i riflettori sulle condizioni di alcune strutture per anziani, con contestazioni relative anche alla gestione delle Rsa.
Per altri sette imputati è fissata l’udienza preliminare il 24 febbraio 2027 davanti al gup Marcello Rizzo. Le loro posizioni saranno esaminate nell’ambito dello stesso filone investigativo. Sono Luigi Lucca e Francesco De Marco (il primo 66enne di Mola, il secondo 54enne di Bologna); Alberto Cazzetta, 41enne di Campi Salentina; Pierluca Di Cagno, 51enne di Lecce; Maurizio Pappadopoli, 53 anni, di Mola di Bari; Gregorio Pellicano, 61, di Campi Salentina e Antonio Vetracca, 63 anni, di Galatone.

